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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Tegas (Confartigianato Trasporti Toscana): “Cosi l‘autotrasporto non regge”

Presidente commenta così l'aumento del carburante degli ultimi giorni. "Le speculazioni vanno fermate"

TOSCANA. Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti torna a mettere sotto forte pressione il settore dell’autotrasporto. A evidenziarlo è Roberto Tegas Presidente di Confartigianato Trasporti Toscana, che richiama l’attenzione sull’impatto sempre più pesante che i rincari stanno avendo sui bilanci delle imprese.
“Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le aziende dell’autotrasporto e incide mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta – spiega Tegas –. Questo significa che basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più ogni anno per ciascun mezzo pesante”.
Un camion percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno e ha consumi che si aggirano intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, anche un incremento limitato del prezzo del gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo .
“È evidente che il quadro internazionale pesa sull’andamento del mercato energetico – sottolinea Tegas – ma la rapidità e l’entità di alcuni rincari fanno sorgere il dubbio che non si tratti soltanto di dinamiche legate al costo del petrolio o alle crisi geopolitiche. Tra le imprese si diffonde la sensazione che in alcuni casi si stiano manifestando fenomeni di speculazione che finiscono per scaricarsi direttamente sulle aziende di trasporto”.
“Il caso dell’HVO è emblematico – sostiene Tegas – perché si tratta di un combustibile di origine vegetale, non legato al petrolio né alle aree di crisi geopolitica connesse all’estrazione del greggio. La sua produzione è in gran parte europea e anche italiana. Eppure stiamo registrando aumenti significativi anche su questo carburante”.
“È indispensabile – conclude Tegas – un intervento deciso e immediato del Governo per calmierare i prezzi alla pompa e contrastare con fermezza le speculazioni in atto, coinvolgendo attivamente il Garante per la sorveglianza dei prezzi e la Guardia di Finanza. Chiediamo anche l’attivazione urgente di misure di sostegno finanziario, per evitare il rischio di chiusura delle imprese. Nel frattempo, invitiamo le aziende a far valere i propri diritti, attivando senza indugio la clausola di adeguamento al costo del carburante nei contratti di trasporto, pur sapendo che, sebbene sia prevista per legge, spesso non viene rispettata, soprattutto nei contratti non formalizzati. In questi casi, è fondamentale fare riferimento ai valori indicativi dei costi pubblicati dal Ministero, per i quali chiederemo un aggiornamento più rapido e puntuale”.
A livello nazionale, la gravità della situazione ha già spinto Confartigianato Trasporti insieme a Unatras (il coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto) a richiedere un incontro urgente al Ministro dei Trasporti Matteo Salvini e al Garante per la sorveglianza dei prezzi, per istituire una cabina di regia permanente a tutela della categoria.

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