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Suplettive: per Letta sarà una corsa ad ostacoli

Anche Azione intenzionata a mettersi di traverso

di Augusto Mattioli

SIENA. Al 98% Azione, il gruppo politico che fa riferimento a Carlo Calenda, non sosterrà la candidatura di Letta alle suppletive per la Camera dei deputati. Il gruppo proprio in queste ore sta discutendo opzione scegliere per questa scadenza. Possibile anche  una candidatura autonoma, sostenuta anche da liste civiche che a Siena abbondano. 

E’  ancora in alto mare, ma potrebbe essere ancora possibile un accordo sulla candidatura Letta alle suppletive di ottobre per il collegio 12 toscana della Camera dei deputati. Anche se Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva nel consiglio regionale toscano e vicepresidente della Regione toscana ha lanciato l’affondo: “Letta si ritiri poi ci potremmo mettere d’accordo su un candidato del Pd”. Parole che hanno messo in  allarme chi lavora nel partito per una coalizione larga di centro  sinistra, anche se il leader nazionale Matteo Renzi sembra avere smorzato la posizione di Scaramelli.

“Fanno il gioco del poliziotto cattivo e quello buono?” si chiede con una battuta ironica un politico senese di lungo corso, area Pd, che invita comunque a trovare un accordo in   quello che per ora sembra un condominio molto litigioso. Aggiungendo che “a fare i piccosi si fa solo il gioco della destra”.

Una coalizione ancora tutta da costruire. “Lavoriamo per trovare un accordo. Letta da segretario scioglierà i nodi – puntualizza  Massimo Roncucci, segretario del partito democratico di Siena città – bisogna cercare di stringere, anzi, occorre accelerare. So benissimo che non è semplice ma siamo aperti al confronto con tutti. Allora capiremo chi ci sta”. 

La realizzazione di una coalizione  per  sostenere Letta potrebbe essere anche la prova generale per capire come muoversi per  riconquistare il Comune di Siena alle amministrative del 2023,  dopo la  bruciante, e non inaspettata sconfitta per 300 voti del 2018 da parte di una coalizione di centrodestra, che ha eletto sindaco Luigi De Mossi. Che, ovviamente, appoggia la candidatura di Tommaso Marrocchesi Marzi, imprenditore vinicolo, residente a Castellina in Chianti, sostenuto da tutti i partiti del centro destra. Sia quelli al governo, sia Fdi all’opposizione. I  dirigenti senesi erano però assenti quando il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato a Siena per sostenere la sua candidatura. “Guardi – precisa Marrocchesi Marzi – è normale  che ad una manifestazione della Lega possano non esserci altri partiti. La coalizione  che mi sostiene è coesa e ha trovato in me il candidato giusto”. Marrocchesi Marzi ha iniziato da tempo la sua campagna elettorale nel collegio che comprende trenta comuni senesi e cinque aretini “con una attenzione particolare ai problemi del territorio,  portandoli a livello nazionale, in particolare quelli sulle infrastrutture. Ma c è un teatrino della politica nel centro sinistra che ha governato questo territorio, e che è molto lontano dalle esigenze delle persone”. L’imprenditore spera anche di incontrarsi in un dibattito con  Letta. ”Ci conto per parlare anche dei problemi locali. Alla fine comunque verrà fuori l’incapacità del centro sinistra di dare soluzioni con politiche pragmatiche”.

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