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Slc Cgil: “Poste: nella Legge di Bilancio gli “uffici”diventano “sportelli”

"Si rischia di smantellare ulteriormente la rete"

FIRENZE. La Slc Cgil Toscana denuncia con forza i gravissimi rischi contenuti nelle pieghe della Legge di Bilancio 2026, che potrà mettere seriamente in discussione il Servizio Postale Pubblico anche nella regione Toscana, colpendo cittadini, lavoratori e interi territori.

Con il cambio di una sola parola, apparentemente innocua, si apre una frattura profonda nel sistema del Servizio Universale: il riferimento agli “Uffici Postali” viene cancellato e sostituito con il termine “Sportelli”. Una modifica lessicale che in realtà rappresenta una scelta politica precisa, potenzialmente capace di smantellare progressivamente la rete degli Uffici Postali come presidio pubblico nei territori.

In Toscana questo significherebbe compromettere un servizio essenziale che si articola oggi su 900 Uffici Postali. In particolare, si potrebbero ritrovare a rischio taglio, in primis, decine di uffici nei centri minori fuori dalla sede di Comune. Esistono rischi concreti di chiusure e diminuzione di giorni di aperture per decine di Uffici Postali, da sommarsi agli oltre 90 Uffici Postali chiusi e razionalizzati dal 2015, presidi di legalità e presenza dello stato per migliaia di persone, non solo nelle aree interne e periferiche. Si apre la strada alla sostituzione del servizio pubblico con soggetti privati, privi delle stesse garanzie di universalità e continuità di presenza.

La Legge di Bilancio 2026 alleggerisce anche i vincoli temporali che garantivano sulla carta la qualità della consegna entro quattro giorni e cancella del tutto la posta prioritaria dal servizio universale dal primo maggio prossimo.

Una scelta che segna un arretramento senza precedenti che si aggiunge ai disagi già oggi determinati dal taglio della rete dei portalettere tradizionali, con 68 zone di recapito tagliate nelle sole province di Lucca, Pisa e Pistoia, e altre 142 in previsione entro il 2027 nel resto della Toscana.

Per la Slc Cgil della Toscana, Poste Italiane deve sì rinnovarsi, ma restare anche al servizio della cittadinanza attraverso l’erogazione di servizi e la presenza fisica nei territori. Non solo finanza e commercio ma vicinanza alle persone.

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