Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Sinistra Italiana: “Circolo Due Ponti: la destra ha deciso la chiusura a tavolino”

"Capitani dica la verità e affronti il vero nodo, gli immobili vuoti"

SIENA.  Mettendo in fila le dichiarazioni del vicesindaco Capitani e quelle scomposte e sconclusionate di Fratelli d’Italia, il suo partito di riferimento, emerge con chiarezza il ruolo avuto dalla destra nel progettare la chiusura del circolo “Il Risorgimento ai Due Ponti”, insieme ai propri referenti governativi al Ministero dell’Interno. Le uscite di FdI arrivano a seguito della proposta della presidente della Provincia Agnese Carletti di mettere a disposizione l’immobile vuoto di viale Sardegna, per un riassetto delle funzioni in città che coinvolge Questura, Prefettura e scuola Monna Agnese.
 
FdI ha bocciato viale Sardegna come inadatto e pericoloso per gli agenti a causa del fiume Riluogo, con vapori potenzialmente nocivi e bonifiche complesse. Ma come ha documentato il circolo, citando il database geomorfologico della Regione Toscana, il Riluogo scorre anche sotto i locali di via Aretina, accanto ai quali passa pure un fosso a cielo aperto. Dunque, o l’argomento vale per entrambi gli immobili, oppure non vale per nessuno: evidentemente a FdI manca perfino la conoscenza del territorio di Siena. 
 
Si parla poi di valutazioni tecniche già fatte, di risorse stanziate, di progetti già definiti. Sono documenti riservati, non accessibili finora neppure al circolo, che evidentemente gli esponenti della destra conoscono da tempo grazie ai loro referenti politici governativi. Qui emerge la totale malafede del vicesindaco Capitani, quando afferma di voler trovare una soluzione alternativa per la sede del circolo, nascondendosi dietro la volontà del Demanio. La soluzione, per Capitani, è sempre stata la chiusura del circolo, senza se e senza ma. Che il circolo rappresenti un presidio sociale e di aggregazione nel quartiere, l’unico tra l’altro, non sembra interessargli: forse perché si tratta di una realtà non allineata al suo pensiero politico.
 
C’è poi una questione di fondo che riguarda la sicurezza. Per la destra la sicurezza dei quartieri passa quasi esclusivamente dalla repressione. Per noi passa soprattutto dalla prevenzione attraverso il presidio del territorio anche grazie alla presenza di realtà associative che tengono vivi i quartieri, offrendo luoghi di aggregazione, di incontro, di cultura. Un circolo aperto e frequentato ogni giorno è uno dei migliori presìdi di sicurezza che una comunità possa avere. Chiuderlo significa togliere socialità e relazioni a chi vive ai Due Ponti, e rendere il quartiere meno vivibile e più fragile. Chi risponde di questo ai cittadini della zona? Sono forse cittadini di serie B per l’amministrazione comunale?
 
Ma il punto politico più importante è un altro: la totale incapacità amministrativa di trovare soluzioni per i tanti immobili pubblici vuoti e inutilizzati sul territorio comunale. Si tratta di migliaia di metri quadrati che rappresentano un problema urbanistico da affrontare. Il Comune ha siglato con il Demanio il ‘Piano Città di Siena’ proprio per recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato. Eppure, nel momento in cui serve un immobile, lo stesso Demanio sfratta un circolo vivo invece di indicare uno degli edifici vuoti.
 
Serve un quadro strategico che tenga insieme le funzioni pubbliche, le esigenze abitative dei senesi, la viabilità, le esigenze delle università e degli studenti, e anche gli spazi di aggregazione sociale e ricreativi. 
 
Su tutti questi temi le amministrazioni comunali di destra degli ultimi due mandati hanno mostrato un completo disinteresse, limitandosi a interventi singoli senza un quadro organico. La proposta della Provincia ha il merito di indicare un metodo diverso, quello di una visione complessiva al posto dei semplici spostamenti di uffici. Il Comune ha scelto invece di scaricare il costo di anni di inerzia su un quartiere e su un circolo vivo.
 
Infine, il circolo rappresenta un pezzo importante della storia di Siena. Una storia lunga oltre cento anni, che affonda le radici nelle prime società di mutuo soccorso, nate per dare solidarietà e dignità ai lavoratori e alle loro famiglie. Società che il fascismo perseguitò e sciolse, proprio per il loro ruolo sociale e per l’autonomia che rappresentavano. Quella storia, evidentemente, è ancora indigesta per qualcuno.
 
Fiorino Pietro Iantorno
Per Circolo Sinistra Italiana Siena 
Segretario Cittadino 
[banner_mobile]