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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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SI Siena: “Gasparri alla Commissione Esteri: le istituzioni non sono il bancomat di FI”

"La presidenza della Commissione Esteri e Difesa del Senato è diventata il premio di consolazione per un senatore silurato dal suo stesso partito"

SIENA. Forza Italia ha consumato l’ennesimo atto di occupazione padronale delle istituzioni repubblicane. Le dimissioni di Maurizio Gasparri dalla presidenza del gruppo senatoriale azzurro — conseguenza delle tensioni interne al partito dopo il disastro referendario — sono state trasformate in un’operazione di sistemazione istituzionale: la presidenza della Commissione Esteri e Difesa del Senato è diventata il premio di consolazione per un senatore silurato dal suo stesso partito. Al suo posto alla guida del gruppo arriva Stefania Craxi, che gli lascia appunto la poltrona in commissione. Un girotondo di poltrone che non ha nulla a che vedere con il merito o con l’interesse del Paese, e tutto con gli equilibri interni di una forza politica.
Lo ha denunciato con nettezza il senatore Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto e rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra: Forza Italia utilizza le cariche istituzionali a proprio piacimento, come già avvenuto nel novembre 2023 con l’avvicendamento tra Ronzulli e Gasparri alla vicepresidenza del Senato. Un metodo sistematico, non un episodio isolato. AVS, non essendo presente in Commissione Esteri e Difesa, non ha potuto esprimere voto contrario, ma la propria posizione è inequivocabile: questo uso delle istituzioni è inaccettabile e lesivo della dignità del Parlamento.
Ciò che desta ulteriore preoccupazione è il comportamento del Partito Democratico. A parole, la critica al metodo di Forza Italia è stata netta. Il capogruppo dem in commissione, Alessandro Alfieri, aveva dato indicazione esplicita ai propri colleghi di non partecipare al voto, comunicandolo persino allo stesso Gasparri. Eppure, al momento decisivo, quattro senatori del PD hanno votato a favore della nomina: Graziano Delrio, Pier Ferdinando Casini, Francesca La Marca e — ed è questo che ci preme sottolineare con particolare rammarico — Silvio Franceschelli, senatore eletto in Toscana e punto di riferimento anche per il territorio senese.
Nessuna spiegazione pubblica è stata fornita agli elettori. Nessuna comunicazione. Solo il voto silenzioso in favore di ciò che si era appena dichiarato inaccettabile.
Sinistra Italiana – AVS chiede al PD e al senatore Franceschelli di chiarire pubblicamente le ragioni di questo voto. I cittadini che li hanno eletti meritano trasparenza. Le istituzioni meritano rispetto. E un’opposizione credibile non può permettersi di criticare in piazza ciò che poi avalla in commissione.
Le istituzioni della Repubblica non sono strumenti di sistemazione interna ai partiti di maggioranza, né spazio di consociativismo per chi dovrebbe contrastarli. Noi continueremo a dirlo, con coerenza, in ogni sede.
 
Sinistra Italiana Siena 
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