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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Screening UE sullo shopping on line: 3 su 10 non sono conformi

Confesercenti Siena: "Regole più eque e approccio consapevole". Il presidente Nannizzi commenta i dati diffusi dall’Unione europea sul Black friday

SIENA.  “Dall’Europa arriva un messaggio chiaro, sia per le istituzioni che per i consumatori: meno facili entusiasmi e più occhi aperti sullo shopping on line”. Così Leonardo Nannizzi, Presidente di Confesercenti Siena, commenta i risultati dello screening Ue sui portali di commercio elettronico, reso pubblico nei giorni scorsi: 3 su 10 dei 314 siti controllati non erano conformi alla Direttiva europea sull’indicazione dei prezzi, ed un altro 30 per cento le era solo parzialmente. In particolare, i controlli hanno riguardato offerte pubblicate in corrispondenza del Black Friday e del successivo cyber Monday: in diversi casi gli acquirenti si sono visti inserire in carrello prodotti aggiuntivi, senza che lo avessero chiesto. “Già a novembre 2024 – osserva Nannizzi – Confesercenti aveva presentato un esposto all’Autorità garante per la concorrenza proprio in relazione alle promozioni pre-black Friday: i risultati pubblicati ora su scala europea non fanno che rafforzare le nostre osservazioni”.

Per l’associazione di categoria il punto non è demonizzare il commercio elettronico, quanto rivendicare una applicazione più equa delle regole: “siamo ben consapevoli che l’e-commerce è una opportunità aggiuntiva importante sia per chi compra che per chi vende, ma di fatto il beneficio è ripartito in modo molto diseguale. Il 70 per cento del fatturato mondiale on line è appannaggio di sole 20 multinazionali. Per fare un esempio, con l’accordo transattivo di fine 2025 Amazon si è trovata a pagare poco più di 500 milioni di euro, a fronte degli oltre 3 miliardi di iva non versata rivendicati dalla Procura di Milano”.

Nell’ambito della proposta di legge di iniziativa popolare che si appresta a promuovere, Confesercenti chiederà che con la tassazione via web tax venga alimentato un fondo per l’innovazione delle piccole imprese: nel frattempo però “ci aspettiamo che il Garante per la concorrenza faccia proprie le indicazioni che emergono dallo screening europeo, e che nei cittadini cresca la consapevolezza critica in vista dei prossimi acquisti in rete” conclude Nannizzi.

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