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Rumachella (Pd): "Il sindaco Pii distorce la realtà di Casole"

"Scelte sbagliate sulle opere pubbliche e mancata condivisione con il centrosinistra"

CASOLE D’ELSA. “Il sindaco Pii tenta di riprodurre un quadro non veritiero della situazione del comune di Casole d’Elsa. L’ulteriore indebitamento contratto dall’amministrazione, seppur inferiore a quanto programmato dal sindaco, pesa e peserà comunque sui cittadini casolesi, mentre la gestione delle opere pubbliche si è caratterizzata per ritardi e inefficienze”. Claudia Rumachella, segretaria dell’unione comunale del Pd di Casole d’Elsa, interviene in risposta alla lettera del sindaco Piero Pii, pubblicata dalla stampa locale.

Indebitamento ed opere pubbliche. “Il sindaco ricorda l’accensione di un mutuo di €1.640.000 – prosegue RumAachella – operazione con la quale l’indebitamento del nostro Comune passerà da 3.600.000 a oltre 5.300.000 euro, su un bilancio totale di circa 9 milioni. Il sindaco omette anche di dire che le intenzioni in origine erano quelle di accenderne uno ben più alto, pari a € 2.100.000. L’amministrazione comunale ha dovuto recedere su questo e su certi acquisti immobiliari per lungo tempo sbandierati come ‘cavalli di battaglia’ del programma elettorale della lista civica ‘Pensare Comune’. Le opere da realizzare, peraltro, in buona parte dovevano essere già state realizzate con proventi diversi dall’indebitamento. Un ridimensionamento dettato anche dall’opposizione del Centrosinistra per Casole, che fin da subito ne aveva denunciato pubblicamente l’inopportunità in un momento economico così difficile”.

La chiusura del sindaco Pii nei confronti della minoranza. “Il sindaco rivendica poi – prosegue la segretaria del Pd di Casole d’Elsa – di non aver aumentato le pressione fiscale, mentre invece è noto a tutti l’aumento della Tarsu del 15%. Si tenta poi di distorcere le dichiarazioni del nostro gruppo consiliare dicendo che, con il voto contrario all’assestamento di bilancio, il Pd e il Centrosinistra sono contrari alla realizzazione di queste opere. Non è vero: siamo favorevoli alla realizzazione di molte di queste opere, ma non ne abbiamo condiviso la gestione, tanto che alcune di queste opere sono diventate emergenze proprio per i ritardi e le inefficienze dell’amministrazione comunale, l’esempio più eclatante è il rifacimeno del ponte di Lernano. Il Centrosinistra per Casole ha più volte richiesto, senza mai ottenerla, una condivisione e un confronto sulle scelte programmatiche, come ad esempio sulla variante al Piano strutturale. È dunque paradossale che oggi si pretenda un voto favorevole quando non si è mai cercato prima un’intesa, anzi speso sono state rimandate le proposte avanzate dal Centrosinistra su svariati argomenti, con chiari intenti dilatori”.

Da questa maggioranza non accettiamo lezioni. “Ribadisco poi – continua Rumachella – che l’atteggiamento irrispettoso del sindaco e della maggioranza nei confronti del Centrosinistra e del suo capogruppo, cui siamo ormai abituati, si è ripetuto nella seduta del 18 novembre, durante la quale non ci fu certamente serenità e tranquillità, bensì toni aspri e illazioni. Occorre poi ricordare, per onestà intellettuale e politica, che i procedimenti amministrativi oggetto dei processi giudiziari di cui si parla si sono sì conclusi durante l’amministrazione precedente, ma gran parte di essi erano riconducibili alla gestione ancor precedente a quella del sindaco Feti, ovvero al periodo in cui era sindaco ancora Piero Pii. Il sindaco di Casole dovrebbe, insomma, avere la memoria un po’ più lunga. Vorrei infine ricordare, a proposito di coerenza, che gran parte dei militanti dell’associazione ‘Pensare Comune’ per molto meno, qualche anno fa, chiesero le dimissioni di Valentina Feti e della precedente amministrazione; e che molti dei militanti di ‘Pensare Comune’ facevano parte di partiti di destra e alcuni di essi si sono addirittura seduti tra i banchi dell’opposizione proprio quando il sindaco di Casole era Piero Pii. Credo quindi che né il Pd provinciale né il partito di Casole possano accettare lezioni di morale, né tantomeno di coerenza politica, da parte di questa maggioranza e dei suoi componenti”.
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