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Referendum: un ripassino all’educazione civica

La vecchia Costituzione non stabiliva i costi di funzionamento delle istituzioni e non lo farà nemmeno la nuova

di Red

SIENA. Quante volte passiamo davanti al televisore ascoltando la pubblicità che invia ad andare a votare al referendum costituzionale? Ne abbiamo perso il conto e quasi non sentiamo nemmeno PIù quello che racconta la voce-guida.

Però capita che un bel giorno ci fermiamo a ragionare su un passo del testo narrato per scoprire che dice una autentica falsità. Ci viene raccontato che con il voto positivo si otterrà “il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni” con la modifica della Costituzione ma, avendola studiata da bambino – quando nell’Italia arretrata c’era ancora l’ora di Educazione civica –  non ci ricordavamo che essa snocciolasse i numeri che stabiliscono il costo di detto funzionamento dell’istituzione. Una discrasia (secondo la Treccani “discrasia” significa disfunzione di organismi politici ed economici, ndr), che ci spinge a verificare.

Siamo andati a cercare un testo comparato che ci spiegasse l’arcano: il testo l’abbiamo trovato, la risposta NO. La vecchia Costituzione non stabiliva i costi di funzionamento e non lo farà nemmeno la nuova. L’illusione indotta di contenimento dei costi si basa sull’idea che alla riduzione del numero dei parlamentari seguirà una riduzione degli stipendi e dei costi degli assenti. Ma, poichè in carica resterà la stessa casta che ci spinge a questo voto, come hanno fatto tante volte negli anni almeno fino all’arrivo del Movimento 5 Stelle in Parlamento, niente potrebbe impedire ai superstiti di raddoppiarsi lo stipendio e non vi è alcuna ragione perché non lo facciano. Addirittura nella “nuova” Costituzione non vi è alcun impedimento a che possano cumulare le rendite da rappresentanti delle istituzioni locali con quelle nuove da senatore. Anche l’abolizione del Cnel, che prevede la ricollocazione del personale presso la Corte dei Conti o altra amministrazione dello Stato, in effetti concreti non produrrà riduzioni di costi significativi tali da cambiare la storia. Fatta la Costituzione (nuova), trovato l’inganno.
Per eccesso di scrupolo, siamo andati a cercare quello che, maldestramente per nostra incapacità, non avremmo trovato, consultando i due testi comparati sul sito del Comitato “Bastaunsì”. Delusione profonda. Di uno degli aspetti più qualificanti della retorica e della polemica renziana, la riduzione dei costi della politica, a parte una manciata di senatori in meno, non abbiamo trovato alcunché. Anzi. Il potere interno al Senato viene ancor più rafforzato da quelli che saranno i “Regolamenti delle Camere”, con cui potranno fare come vogliono in barba a qualunque opinione referendaria: è quello che hanno sempre fatto, dirà qualcuno… In buona sostanza la voce narrante del testo del referendum dice il falso.
Votare Si NON è garanzia di alcun genere che i costi verranno veramente contenuti. Anzi: nella nuova Costituzione i costi di funzionamento delle istituzioni non vengono proprio affrontati perciò è come la prateria al momento della conquista del West: vedremo di tutto e di più! Compresi i colpi bassi…
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