Il Governo vuol procedere agli accorpamenti delle istituzioni scolastiche
FIRENZE. Upi Toscana esprime forte contrarietà alla decisione del Governo di commissariare alcune Regioni, tra cui la Toscana, per procedere agli accorpamenti delle istituzioni scolastiche.
“Una scelta – spiegano dall’Unione Province Toscane – che riteniamo ingiusta nel merito e nel metodo, perché interviene su un settore strategico come la scuola pubblica senza tenere conto della reale consistenza della popolazione studentesca e del lavoro di confronto svolto sui territori”.
I presidenti delle Province toscane, che proprio nella giornata di ieri hanno incontrato il presidente della Regione Eugenio Giani, hanno condiviso pienamente la posizione della Toscana e la necessità di attendere l’esito del ricorso straordinario presentato al presidente della Repubblica prima di assumere decisioni così rilevanti.
“Sarebbe stato corretto e rispettoso delle istituzioni – dichiara il presidente di Upi Toscana, Francesco Limatola – attendere il pronunciamento del capo dello Stato. Intervenire ora, con un commissariamento, significa forzare un processo che incide direttamente sui territori e sulle comunità scolastiche, senza tener conto dei dati reali e del confronto costruito in questi mesi”.
“Il dimensionamento scolastico – prosegue Limatola – non può essere affrontato come un mero esercizio contabile: dietro ogni istituzione scolastica ci sono comunità, servizi essenziali, presìdi educativi e occupazione. Forzare i tempi, ignorando i dati reali e il confronto istituzionale, rischia di produrre effetti negativi soprattutto nelle aree più fragili e periferiche”.
“Sulla scuola pubblica non si taglia, ma si investe – concludono da Upi Toscana -. Chiediamo che il Governo riconsideri il proprio operato, aprendo una fase di dialogo autentico con Regioni ed enti locali, nel rispetto delle autonomie e delle reali esigenze dei territori”.



