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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Problemi Ue per i Monti bond a Mps

La Commissione riterrebbe le scelte in contrasto con le regole comunitarie

BRUXELLES. Problemi sull’applicazione della legge 7 agosto 2012, che disciplina la concessione dei Monti bond a banca Monte dei Paschi di Siena. Secondo le voci che arrivano dalla Ue, il ministero dell’Economia “potrebbe dover ricorrere a un intervento legislativo per trovare una mediazione nella disciplina sugli aiuti concessi a MPS rispetto alle richieste della Commissione europea”, che avrebbe l’intenzione di parametrare il pagamento in azioni delle cedole al valore di mercato e non al patrimonio netto, come studiato dal Tesoro, per non concedere immediatamente allo Stato di essere il primo socio di Rocca Salimbeni già sul finire di questo anno. Sembra che il confronto istituzionale/finanziario a Bruxelles “dovrebbe chiudersi a giorni” come riferiscono alle agenzie le stesse voci.

“Ci sono soluzioni alternative, ma potrebbero richiedere una modifica della norma primaria”, cioè l’articolo 23-decies della legge sulla spending review. Il decreto sui Monti bond prevede che se il Mps non ha i soldi per pagare le cedole sui Monti Bond, in ipotesi 340 milioni l’anno se la cedola fosse del 10%, deve emettere nuove azioni a favore del Tesoro; la Commissione europea sarebbe conrtaria “all’obbligo di pagare le cedole con azioni per una quota del patrimonio netto nel caso il bilancio della banca si chiuda in perdita”. L’attuale quotazione di 20 centesimi ad azione, concede a MPS un valore di Borsa pari a circa 2,4 miliardi, un quarto dell’intero patrimonio netto di gruppo (10 miliardi a fine settembre). Nel caso che il parametro per pagare in azioni le cedole fosse il patrimonio netto, il Tesoro in un anno di mancato pagamento cash avrebbe una quota vicina al 3,5%. Ma alle quotazioni attuali, se il parametro fosse il prezzo di mercato, la quota per il Tesoro sarebbe vicina al 15%. In definitiva, secondo i tecnici della Ue, il Tesoro pagherebbe quindi una specie di “premio” per salvare la banca accettando azioni al valore di libro invece che al valore di mercato. Uno scenario in contrasto con le più recenti regole europee sugli aiuti di Stato alle banche indicate dalla Commissione, che chiede ai Paesi membri di limitare gli interventi “al minimo necessario” e di evitare “indebite distorsioni della concorrenza” (comunicazione 8744 del 2011, in vigore da gennai0 2012.

 

 

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