Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Pietraserena: "Mps: aumento di capitale quater"

L'associazione non è sorpresa e conferma i dubbi delle gestione

SIENA. Purtroppo non ci sorprende affatto la pesante ricapitalizzazione richiesta alla Banca MPS da parte della BCE dopo i risultati degli stress test.

Già nel nostro precedente comunicato del giorno 8 agosto, all’indomani dell’ennesima trimestrale negativa, ipotizzavamo questa eventualità, che oggi sembra delinearsi in tutta la sua drammaticità. Se infatti il CDA non trova soluzioni alternative, cosa non facile e che comunque rischia di rappresentare un ulteriore e sofferto “tappo ad una diga sempre più pericolante”, l’entità dell’aumento richiesto – ca. 2 miliardi di Euro -, rischia di spazzare via definitivamente i piccoli azionisti e la Fondazione MPS.

Sinceramente questa ennesima notizia negativa, in attesa dei risultati della terza trimestrale 2014, ribadisce tutti i dubbi sull’operato dell’attuale CDA in questi ultimi tre anni di gestione. Gli abbiamo sempre riconosciuto il problema di aver ereditato una Banca già fortemente indebolita dagli innumerevoli errori dei precedente amministratori, ma a questo punto riteniamo sia necessario trovare una strategia alternativa, volta a chiarire tutte le vicende, a partire proprio da Antonveneta, senza alcuna copertura e senza fare sconti a nessuno, e soprattutto, a rilanciare la Banca.

Considerato il silenzio, e la mancanza di qualsiasi iniziativa, anche da parte dell’attuale Governo, pur a fronte di enormi problemi per dipendenti e risparmiatori, sorge il dubbio di una lunga e trasversale strategia per sottrarre il controllo di MPS alla Comunità Senese, che a nostro avviso potrebbe partire dalla scellerata operazione Antonveneta.

Riteniamo quindi indifferibile un’azione della Magistratura più veloce ed incisiva, che analizzi compiutamente le varie responsabilità, comprese quelle delle Istituzioni statali, anche alla luce di un documento che certificherebbe la consapevolezza, perlomeno di Bankitalia, del pessimo stato patrimoniale di Antonveneta già dal marzo 2007, ovvero ben prima dell’acquisizione da parte di Banca MPS. Abbiamo sempre ipotizzato una certa carenza di controlli da parte di chi era a ciò preposto, e questo aspetto acquista ora un’importanza fondamentale, ben oltre la richiesta di risarcimento avanzata dalla Fondazione MPS agli advisor dell’aumento di capitale del 2011.

Se queste azioni avessero un giusto riconoscimento, la Banca MPS potrebbe avere le basi per guardare con fiducia al futuro. Un futuro che, contemplando un totale distacco dal pernicioso sistema dei partiti e un completo cambiamento della governance, sia nelle persone che nelle strategie operative, potrebbe permettere di riportare nelle filiali quell’efficienza e quell’affidabilità che avevano legittimato il MPS come terza Banca italiana e la più solida a livello europeo.

Associazione Pietraserena

[banner_mobile]