"Essere indagati non significa essere colpevoli"
SIENA. La notizia della rinuncia di Ceccuzzi alla candidatura per il Pd all’elezione per sindaco di Siena ci induce ad alcune considerazioni di carattere politico, perché sul piano personale proviamo sincero rispetto per una scelta dolorosa e dovuta a un sistema, per noi non condivisibile, di attribuzione alle indagini giudiziarie di un potere improprio per cui essere indagati sembra equivalere ad essere colpevoli. Lo abbiamo pensato per tutti quelli che sono indagati nella vicenda MPS e lo pensiamo anche per Franco Ceccuzzi.
Sul piano politico invece riteniamo che non sia immune da responsabilità, sia riguardo alla situazione della banca che a quella, più complessiva, della città. Senza considerare la decadenza di un partito che, nel caso di Siena, deve ringraziare più l’azione interna che non la competizione esterna.
Anche in questo momento sembra di capire dalle parole di Ceccuzzi un desiderio di rivalsa e di vendetta, invece di una seria analisi sulle cause di ciò che è avvenuto in città. Questo dimostra che il problema non è la persona dell’ex candidato ma un modo di gestire il partito con metodi autoritari e autoreferenziali, con la costante identificazione di un nemico da distruggere, senza mai assumersi delle responsabilità, affidando ad una nebulosa “discontinuità” il potere salvifico che può consentire di cambiare tutto per non cambiare niente.
Siamo sempre più convinti che Siena abbia bisogno di un salto di qualità, di mettere in campo tutte le forze disponibili non ad annullare il proprio passato ma a scommettere su un futuro nuovo basato su persone diverse, disinteressate e inserite nella società senese. Eugenio Neri ha tutte queste caratteristiche, oltre ad un grande amore per la città, pertanto riteniamo che questa sia la scelta migliore a prescindere da tutte le alchimie che altri vogliano mettere in atto.
Ora Siena




