Riunione urgente in Fondazione, mentre Draghi rassicura i mercati
di Red
SIENA. Nella giornata di ieri in un incontro urgente e riservato, il Tandem al cospetto della Fondazione MPS ha rilasciato a Mancini e ai mercati una dichiarazione confortante: “Nessuna scalata in corso su MPS”. Il vertice semisegreto era stato convocato per discutere le mosse di Palazzo Sansedoni in vista dell’Assemblea Straordinaria, ormai prossima, che deciderà il complesso degli aumenti di capitale riservati, in vista dell’emissione dei 3,9 miliardi di Monti bond in arrivo, ma i colpi a ripetizione della speculazione internazionale hanno ampliato i temi in agenda. In pochi giorni il titolo in borsa ha guadagnato il 40% arrivando a sfiorare i 30 centesimi (+1,44% ieri a 0,2965 euro), aprendo molti interrogativi senza risposta sull’origine degli acquisti. La Consob indaga. Certamente l’aumento di capitale da un miliardo già approvato e l’abrogazione quasi certa del limite del 4% al diritto di voto, aprono per gli investitori nel medio periodo uno scenario completamente nuovo nella governance della banca senese. il finanziere franco-polacco Romain Zaleski, alle prese con la ristrutturazione dei debiti delle sue aziende, dopo aver venduto le sue quote in Edison, riducendo l’esposizione con le banche da 3 a 2,5 miliardi di euro, potrebbe mettere sul mercato il suo 1,4% di azioni MPS e altre partecipazioni bancarie (Ubi banca, Mediobanca) e alla Mittel che nel 2011 acquistò il Palazzo dei Normanni a Roma da un Mussari in evidente affanno da trimestrale: potrebbe essere la fine di una annosa e controversa relazione d’affari.
Alle Risorse Umane hanno completato l’elenco dei dipendenti in via di prepensionamento; circa 210 alla data del 31/12/2012, oltre 900 a quella di riferimento degli accordi firmati con alcuni sindacati. Interessante verificare che oltre il 35% degli aventi diritto sono al loro massimo livello in carriera, specialmente i QD4: il risparmio che si otterrà sul costo del salario per l’azienda sarà indubbiamente importante. Dettagli, certo, ma molto importanti per gli investitori: le aziende che riducono il personale sono sempre beneficiate in Borsa.
Un aiuto in questo senso è arrivato dal presidente della Bce, Mario Draghi. Si è limitato a non dire alcunché di importante nella conferenza stampa dopo la riunione dell’Eurotower (che ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse allo 0,75%). Il 2013 sarà ancora un anno segnato dalla forte debolezza, tuttavia nella seconda parte è prevista una ripresa delle attività economiche. Il termine dei programmi straordinari messi in atto dalla banca centrale è lungi da venire, perché l’economia reale sarà ancora debole e la medicina dello stimolo monetario deve ancora farsi sentire nel sistema. In questo senso Draghi sottolinea l’importanza della stabilità del sistema bancario europeo, e che il rallentamento della realizzazione del programma Basilea 3 consentirà di riattivare i canali di finanziamento (giudicati ancora troppo chiusi) a privati e ad aziende. A chi gli domandava i motivi di una politica del tutto diversa da quella operata da altre banche centrali quali la Fed, Draghi ha risposto che il mandato dell’Eurotower è la stabilità dei prezzi e non la piena occupazione. Secondo Draghi con un livello di inflazione adeguato si pongono le condizioni di lungo termine per un miglioramento dell’economia e quindi anche dell’occupazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



