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MPS: se cade il governo, si perde un amico

Co.co.bond alla cassa depositi e prestiti: chi ci crede piu?

di Red

SIENA. Il giorno della definitiva caduta politica di Papandreu in Grecia abbiamo sperimentato tutta l’incapacità della politica attuale di gestire le crisi. Un uomo che, per difendere la sua poltrona, ha fatto ammettere a Sarkozy e Merkel che l’uscita di uno stato membro dall’area dell’euro e il suo fallimento potevano non essere un tabù, ma una possibilità concreta; e che domani questa possibilità potrebbe rivolgersi contro altri. Papandreu non è l’unico politico miope attaccato col mastice alla poltrona, E l’andamento del differenziale (quota 490) è un segnale importantissimo, avendo quasi raggiunto il punto di non ritorno proprio per la poca fiducia che gode questo esecutivo italiano nel mondo degli affari. Riflettendo nel weekend sul commissariamento europeo dell’Italia, tutti gli investitori, lunedì mattina, hanno agito di conseguenza, trascinando a fondo le borse del vecchio continente, sbarazzandosi di tutte le posizioni possibili. Tragedia, poi… Voci quanto mai provvidenziali di dimissioni imminenti di Berlusconi hanno ridato fiato almeno a Piazza Affari che, nonostante la smentita pomeridiana del presidente del consiglio, ha chiuso in territorio positivo dell’ 1,3%. E la Consob ora vuol vederci chiaro… Cosa succederà del piano dei co.co.bond? I contingent convertibles dovevano essere emessi per essere acquistati e andare in custodia della Cassa Depositi e Prestiti; la chiave per chiudere il buon affare, che di fatto ricapitalizzerebbe Rocca Salimbeni senza mettersi in casa nuovi padroni, sarebbe la buona intercessione del ministro dell’Economia Tremonti, che già martedì sera potrebbe essere ex. Anni di corteggiamento, Tremonti bond accettati (e mai restituiti, alla faccia delle promesse), elezione alla presidenza Abi come uomo del commercialista, e ora sono sul punto di saltare tutti e due. Misteri della vita. Il governo tecnico – se verrà e se non si andrà alle elezioni a gennaio, come quasi tutti preconizzano  – proprio in quanto bipartisan, avrà tutti i possibili padrini politici romani da mettere al servizio di Ceccuzzi per pilotare il salvataggio della banca, tra i cavilli dell’Eba e la ricerca dell’utile per Palazzo Sansedoni. Chiaramente con persone nuove a dirigere Fondazione e Monte: Mussari è out, oggi. Chissà se tornerà utile richiamare il super pagato Parlangeli dall’oblio manciniano. Ma in politica mai dire mai: in fondo per sottostare ai diktat di Eba c’è tempo fino a giugno 2012 e di colpi bassi nelle segrete stanze di Rocca Salimbeni ne voleranno molti, e intanto aspettiamo di vedere se Berlusconi va a casa, se il governo tecnico senza l’opposizione del PD vedrà proprio l’avvocato di Catanzaro ai vertici del ministero di Via XX Settembre (incredibile dictu), cosa il presidente del consiglio che verrà potrebbe proporre a Bini Smaghi per far tornare la tranquillità in casa francese e allentare gli obblighi per le banche italiane. Raccontata così, sembrerebbe un grande gioco dell’oca. A chi tocca lanciare i dadi?

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