Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Mps in Borsa: discesa libera (e senza reti di protezione)

Da qui parte il crollo del sistema bancario italiano?

di Red

SIENA. Intervistato da un Solone della stampa italiana alla festa dell’Unità, Alessandro Profumo aveva raccontato la barzelletta sulla “politica stia lontano dalla banca”, alla quale non aveva riso nessuno. Solo perchè noi presenti ritenevamo non fosse una barzelletta… La Casta politico-finanziaria che lo aveva spedito a Siena (quel salotto buono in cui voleva entrare il ragioniere di San Gimignano Mancini), lo aveva spedito solo per far trascorrere il tempo sperando che il mondo non avrebbe mai capito fino in fondo come una classe dirigente potesse aver distrutto non il Monte dei Paschi ma addirittura il sistema bancario italiano.

Per cui non si affannino i risparmiatori a ingegnarsi a portare via i soldi dal contro corrente per metterli in un’altra banca: lo spettro degli stress test, che pare siano stati addirittura anticipati, sta mettendo a nudo un sistema che ha come punti di riferimento il presidente delle Fondazioni Guzzetti e quello della Bce Draghi attraverso le verità del mercato che punisce col ribasso ad oltranza. MPS alla 12 ha bruciato gli ultimi 3 miliardi di aumento capitale, Unicredit e tutte le altre vanno giù a rotta di collo. I numeri della giornata arriveranno dopo le 18, ma la tendenza rimane la stessa. Montepaschi uguale punta dell’iceberg.

Ci attendiamo che nel giro di qualche tempo Renzi abbassi le arie e vada col cappello in mano a Bruxelles a spiegare perchè la “sua” classe dirigente non ha fatto la riforma del sistema bancario e la bad bank al momento opportuno – cioè quando lo facevano gli altri e con ciò operando un ricambio generazionale dei cattivi banchieri che colà imperavano -. Sapevano che il bail-in sarebbe arrivato, ma intanto non si sono scollati dalle poltrone, tirando a campare con le invenzioni finanziarie. Altro che il bene dell’Italia…
Altrimenti si dovrà dimettere e qualcuno lo farà al posto suo. Qualcuno che dovrà finalmente fare pulizia perchè presuppone un intervento dello Stato che inciderà pesantemente sul Pil e sugli indicatori di deficit, sull’umore e le tasche del popolo. Cose che fanno male, soprattutto in un paese perennemente in campagna elettorale, la più grande distrazione di massa dal 1994 ad oggi.
[banner_mobile]