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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Monti-bond: la Ue crea problemi

Sono aiuti di Stato mascherati a MPS?

di Red 

SIENA. Problemi in vista per gli aiuti concessi dallo Stato italiano a banca MPS. Il finanziamento pubblico meglio noto come Monti-bond è sotto il giudizio della Commissione Europea, che lo deve approvare onde permettere l’esecuzione dell’operazione nei tempi previsti, cioè nelle prossime settimane, prima della scadenza della terza trimestrale. Ma si vocifera che possa essere richiesto qualche correttivo importante. Il meccanismo è farraginoso, perché si potrebbe configurare un “aiuto di stato” non accettabile secondo le regole comunitarie. Del resto, proprio a Cernobbio, al meeting Ambrosetti, il commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, sull’ipotesi che lo Stato italiano entri nel capitale di banca Monte dei Paschi, aveva affermato: ”Abbiamo ricevuto le informazioni su Mps dalle autorità italiane e le stiamo analizzando secondo le nostre regole”.

La situazione è complessa perché buona parte dei problemi della banca nascono dal fatto di avere in portafoglio 26/27 miliardi di titoli di Stato italiani con scadenza decennale. Difatto il debitore Stato presta soldi al creditore Banca perché non sia costretto a vendere in perdita il suo portafoglio di BTp per finanziare la sua liquidità. Milano finanza scrive che “l’esame dei cosiddetti Monti-bond era stato assegnato alla direzione generale per la Concorrenza, anche se ufficialmente non è ancora sul tavolo dell’esecutivo comunitario”. Stiamo parlando dei 3,4 mld di bond concessi a Rocca Salimbeni: 1,5 mld ex-novo e 1,9 mld derivanti dalla trasformazione dei Tremonti-bond di cui la banca beneficia dal 2009. Il problema verte sugli interssi e la loro corresponsione annuale. Infatti è previsto che, qualora gli interessi non vengano corrisposti “per assenza o incapienza degli utili distribuibili”, la banca assegni al Tesoro azioni ordinarie di nuova emissione per una quota del patrimonio netto corrispondente all’importo della cedola non corrisposta. Ma cosa succede a Bruxelles? I tecnici comunitari “avrebbero sollevato qualche riserva sulla compatibilità dei Monti Bond con le norme europee sulla concorrenza e con le nuove regole per la ricapitalizzazione delle banche con fondi pubblici. Sotto la lente sarebbe finito soprattutto il meccanismo di assegnazione di nuove azioni al posto degli interessi. L’emissione dei titoli al valore di libro invece che al valore di mercato comporterebbe che lo Stato paghi un premio per il salvataggio e potrebbe quindi configurarsi come un comportamento anti-concorrenziale”.

 

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