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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Monte dei Paschi: l’assemblea dei soci approva il bilancio

SIENA. L’assemblea di bilancio del Monte dei Paschi, presieduta dal presidente Massimo Tononi, ha approvato il bilancio 2015 chiuso con un utile di 388 milioni di euro. L’approvazione è stata data dal 99,99% dei soci presenti (pari al 31%).

Gli azionisti rilevanti non hanno modificato le loro quote. Fintech ha il 4,5%, il ministero dell’Economia il 4,02% e Axa il 3,17%. Tra i soci sopra il 2% anche Classic Fund management Aeg con il 2%. Molte assenze tra i rappresentanti dei soci rilevanti del Monte dei Paschi in cda all’assemblea di bilancio: mancano Christian Whamond, entrato in Cda per conto di Fintech al posto di David Martinez, e la consigliera espressa da Axa, Beatrice èBernard. Assenti il vicepresidente della banca Roberto Isolani anche se BTg Pactual, di cui è rappresentante, e’ uscita dall’azionariato del Monte, e Alessandro Falciai, ma sono presenti altri consiglieri della sua lista.

“Si è capito che le crisi bancarie hanno effetti sistemici e quindi risoluzioni devono essere di sistema partendo dal mondo delle banche. Certamente ci saranno dei sacrifici, anche notevoli per alcune banche, per alcune fondazioni, per alcuni investitori, ma noi sappiamo che le crisi sistemiche producono danni per tutti che possono essere di misura anche maggiore”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Mps, Marcello Clarich, al suo arrivo all’auditorium di Mps a Siena per l’assemblea dei soci, sul fondo Atlante che a lui piace perchè “è una soluzione privatistica”. A Mps Clarich ha ricordato che non servirà per aumenti di capitale, “che non sono all’orizzonte”, ma ad “aiutare a risolvere in parte il problema dei non performing loans. Il fondo Atalante, che tra l’altro garantirà agli investitori rendimenti che si prospettano molto elevati – ha concluso il presidente dell’Ente -, servirà ad alleviare questo peso che hanno tutte le banche italiane e in particolare Mps”.
“La Fondazione – da detto ancora Clarich –  auspica e si aspetta che il percorso di risanamento e di rilancio della Banca, che emerge anche dai dati di bilancio ora sottoposti ad approvazione, possa proseguire al fine di creare nuovo valore per gli azionisti, di ripristinare al più presto il flusso dei dividendi e di favorire lo sviluppo economico in particolare del territorio senese. Anche eventuali operazioni strategiche di mercato, in linea con le indicazioni dell’Autorità europea di vigilanza, dovrebbero tener conto in modo adeguato delle aspettative reddituali e patrimoniali degli azionisti, nonché per quanto possibile, del territorio storico di riferimento”, ha aggiunto annunciando il voto favorevole dell’Ente che controlla l’1,49% del capitale. ”Aspettiamo un ritorno da azioni di responsabilità. A valore mercato patrimonio sotto i 500 mln di euro” Dal 2014 la Fondazione ha avviato, “e sta gestendo con determinazione, un contenzioso complesso nelle sedi civili e penali competenti correlato alle note vicende dell’acquisizione della Banca Antonveneta”, ricordando che la Fondazione “si attende, pur con i tempi non brevi richiesti dalle procedure, un ristoro economico importante”, anche in considerazione che oggi al valore di mercato il patrimonio è “sotto 500 mln di euro, considerando che c’è stata una svalutazione del titolo. Nel 2013 era sopra a 700 mln. “La Fondazione – ha proseguito -, esprime il massimo apprezzamento per il lavoro svolto dai vertici, dalla dirigenza e dai dipendenti della Banca che sta producendo risultati positivi in termini di miglioramento della situazione patrimoniale e finanziaria, oltre che delle prospettive reddituali”. (Intervento in assemblea Mps Pres Clarich 14.04.2016)
La condotta della gestione Profumo-Viola alla guida di Banca Mps è stata “ineccepibile” e non sussistono motivi per revocare le deleghe all’amministratore delegato Fabrizio Viola e “non sussiste alcun presupposto per proporre azione di responsabilita” nei confronti dell’ex presidente e dell’attuale amministratore delegato. Questo è quanto contenuto nelle risposte scritte della banca alle domande dei soci sui comportamenti della banca nella gestione dell’operazione Alexandria e nella transazione con Nomura del settembre 2015, che ha portato a chiudere l’operazione contabilizzata su richiesta Consob come un derivato. Nella nuova gestione Profumo-Viola si legge in un’altra risposta la banca non ha violato alcun limite fissato dal consiglio di amministrazione.
L’obiettivo principale dei vertici di Mps resta la riduzione dei crediti deteriorati sia con la vendita di stock di npl, percorso già avviato come previsto dal piano industriale, sia con un’attenzione “al recupero dei crediti”, ha puntualizzato  l’ad Fabrizio Viola, nella sua relazione, spiegando che questo va avanti al di là di quelle che poi saranno le decisioni che si stanno sviluppando sul Fondo Atlante, su quale c’è molta “attenzione” e “di cui volentieri valuteremo gli eventuali benefici sul portafoglio dei crediti deteriorati della banca”, ha aggiunto, ricordando che il percorso di ridurli Mps lo ha iniziato da tempo. Certo il mercato presenta “uno scenario con più incertezze rispetto a qualche mese fa”, ha aggiunto l’ad citando la Cina, i problemi dell’America latina e gli Stati Uniti “dove c’è un andamento macroeconomico di difficile lettura”. Sul fronte delle banche, ha ricordato l’ad, tra i problemi resta quello dei tassi, “molto bassi, negativi”, anche se giudica positivamente gli ultimi interventi della Bce, mentre continua “la volatilità del mercato” che certo “non aiuta”.

Il Monte dei Paschi rispetto a un’esposizione complessiva di circa 600 milioni a fine 2014 nei confronti del gruppo Sorgenia, detiene ad oggi, dopo la ristrutturazione di parte del debito del gruppo energetico, 88 milioni di strumenti finanziari partecipativi e 44 milioni di obbligazioni convertendo. Lo si legge nelle risposte scritte della banca alle domande inviate dagli azionisti per l’assemblea di bilancio. Per le restanti esposizioni di Sorgenia c’è stato un riscadenzamento “in sintonia con un business plan che teneva conto del mutato scenario del mercato energetico; mercato che tutt’ora non mostra segnali di ripresa e potrà richiedere un’ulteriore rivisitazione della manovra finanziaria” di Sorgenia.  L’esposizione del gruppo campano Amato è di 24,1 milioni, di cui oltre il 90% garantito da ipoteca di primo grado su beni immobili.

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