"Penso che il terzo polo bancario sia utile, ma non decide il governo"
ROMA. Nel corso dell’odierna conferenza stampa di inizio anno, Giorgia Meloni ha parlat delMonye dei Paschi: “lo Stato italiano è intervenuto nel 2016, acquisendo la grande parte della proprietà della banca, e allo stesso tempo ha chiaramente preso un impegno con l’Unione europea di tornare sotto al 20% delle quote entro il 2021 poi diventato 2024, ed è quello che abbiamo fatto noi”.
“Quando siamo arrivati – ha spiegato – lo Stato deteneva il 64% di MPS, abbiamo fatto un lavoro serio e oculato, che ha consentito una rivalutazione delle azioni di MPS – quando ci siamo insediati le azioni valevano circa 2 euro contro gli 8 euro odierni. E questo significa anche che quando poi abbiamo dato seguito a quell’impegno che al tempo venne preso con la Commissione europea di scendere sotto il 20% abbiamo anche portato nelle case dello Stato circa 2 miliardi e mezzo, il che è una buona cosa perché quando fu salvata MPS erano soldi degli italiani e almeno una parte di queste risorse è rientrata”.
“Oggi noi deteniamo meno del 5% delle quote di MPS, quindi non escludo che le cediamo ma non c’è nessuna fretta – ha detto Meloni -. Sicuramente proprio anche perché non controlliamo MPS, non abbiamo voce in capitolo sul terzo polo bancario. Sapete come la penso: io penso che sarebbe utile al nostro sistema bancario nel complesso, ma il governo non ha l’autorità e i mezzi per fare assolutamente niente su questo”.






