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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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L’intervento di Bruno Valentini in Consiglio comunale

Il sindaco risponde alla mozione di sfiducia

SIENA. Dal sindaco di Siena, Bruno Valentini, riceiamo e pubblichiamo.

“Cari Consiglieri, Assessori, Cittadini,

Ci troviamo oggi qui per discutere e votare una mozione di sfiducia che mi riguarda in prima persona. Prima di lasciare la parola a voi che siete seduti su questi scranni, consentitemi di puntualizzare alcune cose che possono essere utili nel procedere del dibattito.

Mi fa piacere leggere nella mozione il riconoscimento di alcune delle cose fatte e soprattutto la disponibilità mia ad un confronto più aperto rispetto al passato. Il rispetto dell’avversario che non è mai un nemico, la ricerca di posizioni condivise e la richiesta di contributi da parte di tutti, anche della minoranza, sono scelte che ho fatto all’inizio del mio mandato amministrativo per marcare una differenza precisa con il passato e per mia convinzione personale.
“Ho imparato a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare”. Diceva Norberto Bobbio. Devo aggiungere che non sempre ho avuto indietro lo stesso rispetto che ho cercato sempre di dare, mentre la nostra città avrebbe bisogno di azioni forti e condivise, più che di continue polemiche, che alla fine lasciano indifferenti e distanti i cittadini.
Mi sorprende invece leggere che avremmo solo “tentato” di porre rimedio ad un bilancio comunale disastrato.
No, noi non abbiamo “tentato”, noi i rimedi li abbiamo trovati davvero. Lo dicono i numeri non la politica. Non sono opinioni, sono fatti, riconosciuti dal MEF e dai magistrati amministrativi . E su questo punto il rispetto lo esigo perché è stato un lavoro immane, difficile, dall’esito incerto e pagato duramente in termini di complesse razionalizzazioni.

Oggi il nostro Comune può dire di avercela fatta, pur non toccando tasse e tariffe. Abbiamo ricondotto le spese del personale entro parametri di normalità, abbiamo ridotto di oltre 25 milioni (un quarto del complessivo) i debiti di questa amministrazione, senza più alcun sostegno dalla Fondazione e senza tagliare i servizi. Nel passato era stato costruito un intero sistema che si reggeva su extra-risorse (Fondazione), con una scelta sbagliata, dettata anche dal timore di smantellare i servizi e confidando che la crisi sarebbe stata passeggera. Noi il coraggio di cambiare tutto lo abbiamo avuto. Lo abbiamo dovuto fare per forza, per evitare il dissesto finanziario della più importante istituzione di Siena che sarebbe stato il colpo di grazia alla città.

Forse voi non avete afferrato la difficoltà di questi anni, non avete compreso le responsabilità che ci siamo presi e il disagio che abbiamo vissuto nel dover rinunciare ad esempio a cento dipendenti comunali, oltre che a ridurre drasticamente il numero di dirigenti. Oggi in provincia ci sono Comuni che hanno più dirigenti del capoluogo.
Ridurre il personale di oltre il 10% e reinternalizzare alcuni servizi senza ingolfare la macchina amministrativa è un merito di tutto il Comune. Purtroppo non c’era una alternativa e devo ringraziare tutti coloro che sono ancora con noi per l’impegno e la disponibilità. E’ un grande successo essere riusciti a non tagliare allo stesso modo i servizi che ci proiettano ancora fra le città italiane dove la qualità della vita è più alta.
So bene che non mancano le criticità, ma vorrei che fosse riconosciuto non tanto il lavoro mio e della giunta, quanto quello di tutti i dipendenti che si sono sobbarcati l’onere di mantenere il livello dei servizi (scolastici, educativi, sociali, culturali, di vigilanza, ecc.) anche di fronte a questa emergenza economica, dimostrando un grande attaccamento alla città.

Per quanto riguarda l’atteggiamento che voi definite “arrogante e poco costruttivo” della maggioranza, domandatevi cosa ha innescato questa presunta difficoltà di relazioni, se non il sistematico ricorso ai toni esagitati ed alle invettive. Cosa c’entra la qualità delle relazioni fra gruppi consiliari in una mozione di sfiducia al sindaco? Io non sono l’arbitro ed accanto alla legittima azione politica, il ruolo di consigliere comunale impone un senso di responsabilità rivolto al bene comune.
I firmatari della mozione lanciano accuse generiche su “consiglieri maestri nel cogliere benefici particolari” o su “nomine discutibili in partecipate e controllate”. Come dovrebbe reagire la maggioranza? Portate i nomi, i casi precisi se sapete qualcosa di anomalo, presentate un’interrogazione, fate un esposto. Accuse generiche, pesanti e gratuite automaticamente portano a reazioni.

Veniamo al supposto indebolimento strategico di Siena a livello regionale su Università e Sanità.
Se il nostro Ateneo ha superato la crisi è anche perché la Regione Toscana si è fatta carico di acquistare, attraverso l’Azienda Ospedaliera Senese, l’immobile del Policlinico per 108 milioni di euro immettendo nelle casse dell’università risorse importanti. Soldi che sono serviti anche a garantire i servizi sanitari resi dal personale universitario. La Regione non era obbligata a fare un passo del genere e poteva lasciare che noi senesi, per tanti anni poco attenti e disponibili verso l’ente toscano, ce la sbrigassimo da soli. Ma la Regione riconosce una grande importanza strategica alla nostra università e al nostro policlinico e li sostiene attraverso importanti finanziamenti attuali ed in prospettiva.
Se invece tutto il ragionamento si basa esclusivamente sulla sede legale della grande ASL, è evidente che 7 capoluoghi toscani su 10 perdono la sede. Arezzo ha quasi il doppio dei nostri abitanti e la sua provincia centomila in più. E’ legittimo che Arezzo abbia questa aspirazione e che la logica dell’area vasta distribuisca funzioni in tutte e tre le città e le province, come per la gestione degli acquedotti, dei rifiuti, le Sovrintendenze o le Camere di Commercio.
Nella correzione di tiro da parte della Regione (le sedi sono transitorie e non comportano un accentramento delle funzioni operative) un ruolo importante lo hanno avuto i nostri consiglieri Stefano Scaramelli e Simone Bezzini.
La partita non è ancora conclusa. I nostri consiglieri e il vicepresidente Monica Barni saranno chiamati a battersi insieme a noi per riaffermare il ruolo di Siena nel governo sanitario della nuova azienda. Ci batteremo perché la soluzione della “sede operativa” porti con sé la necessaria autonomia gestionale, gli inderogabili investimenti urgenti e la valorizzazione delle professionalità e dei dipartimenti che il nostro Policlinico offre nel panorama nazionale, penalizzati negli ultimi tempi da un insufficiente ricambio dei professionisti andati in pensione o trasferiti.
Il direttore generale della nuova Asl di area vasta Toscana Sud, Enrico Desideri, ha spiegato che “Siena, funzionalmente al centro di questa grande area, sarà sede delle riunioni di area vasta. La sede legale è niente, ha valore puramente simbolico o politico che sia”. Sempre sua è l’idea di mettere in rete tutti gli ospedali, centralizzando i servizi ma mantenendoli tutti, valorizzando le eccellenze e creando dei “focus team” altamente specializzati che si spostano nelle varie strutture del territorio fornendo prestazioni sul posto.
Così come non è affatto vero che abbiamo ceduto ai privati la cultura, ci mancherebbe. Cerchiamo invece collaborazioni pubblico – privato per sopperire alla mancanza delle risorse della Fondazione: per la prima volta il Santa Maria della Scala è aperto senza i contribuiti della Fondazione e della Regione ed il governo strategico è saldamente in mano pubblica. Paradossalmente facciamo più programmazione oggi di quando c’era Vernice Srl, società strumentale della Fondazione, che dettava la propria agenda. Come si fa poi a dire che mancano programmi seri per l’Urbanistica , il commercio, il traffico, la vivibilità, la sicurezza dei cittadini e il lavoro.
Sfido chiunque a fare di più con la penuria di risorse disponibili e le emergenze che abbiamo affrontato ed a paragonare la Siena del 2016 con Arezzo, Grosseto, Livorno, Pisa del 2016 e non con la Siena di 10 anni fa! Per l’urbanistica ricordo varianti importanti, sui beni pubblici e sulla semplificazione generale. Per il turismo, non si contano gli eventi e gli ultimi due anni mostrano dati molto positivi ed in Toscana non ci sono altri esempi di utilizzo dell’imposta di soggiorno finalizzati alla promozione. Sul fronte delle attività produttive Siena sa attrarre investimenti di nuove start up e l’amministrazione dialoga con le imprese presenti per affrontare le crisi aziendali; così come, sul versante dello sviluppo economico e dell’attrattività, sta investendo moltissimo sul piano dell’innovazione e della sostenibilità. Per quanto riguarda traffico e mobilità, Siena Parcheggi è un raro esempio di società pubblica che funziona bene aiutando a realizzare innovazioni importanti che semplificano e modernizzano i servizi. A ritardare la presentazione del nuovo piano della mobilità sono stati i problemi che abbiamo trovato una volta entrati a Palazzo Comunale. Con la chiusura nel 2006 dell’ufficio che raccoglieva i dati su mobilità e traffico, non potevamo certo redigere il nuovo piano partendo su dati vecchi di dieci anni. Stiamo perciò aprendo percorsi di partecipazione con i cittadini per soluzioni da scegliere insieme, avendo come obiettivi il miglioramento della salute delle persone e la competitività del sistema.
Un processo analogo riguarderà anche la pianificazione urbanistica. Nel mio programma elettorale, scrivevo: “Il piano urbanistico di Siena è in gran parte inservibile: grandi progetti irrealistici, volumetrie ridondanti, regole ingestibili, innestate su normative regionali e nazionali altrettanto farraginose e spesso contraddittorie”. Fra poco approveremo una variante al Regolamento Urbanistico per la semplificazione normativa rispondendo, così, alle legittime esigenze degli operatori economici, degli ordini professionali e dei cittadini. Le nuove norme sulla mobilità delle persone e delle merci saranno l’apripista della nuova pianificazione urbanistica, che innesterà le priorità della rigenerazione urbana e del risparmio di suolo sul vecchio regolamento, in scadenza ad aprile.
Su Banca Mps e Fondazione non ci siamo mai tirati indietro, pur sapendo di avere margini di manovra limitati, perciò difenderemo il mantenimento della Direzione Generale a Siena ed il rapporto che la Fondazione deve avere con il suo territorio di riferimento. E’ chiaro che non potevamo accettare le parole di Clarich sul futuro della direzione generale lontano da Siena. A latere della recente inaugurazione del Santa Chiara Lab universitario, il presidente della Fondazione ha voluto precisare che le sue parole sono state male interpretate e che il suo era un grido di allarme per ottenere impegno ed aiuto alle istituzioni cittadine, regionali e nazionali in una battaglia dall’esito incerto vista l’esiguità di quote azionarie possedute. Il Governo deve fare davvero il Governo, perché le colpe sulla vicenda MPS non possono essere attribuite soltanto alla pur scellerata gestione senese. I referenti istituzionali sapevano e forse perfino incoraggiavano, nella colpevole inerzia delle autorità di vigilanza e di controllo. Siena ha pagato duramente e pagherà ancora per molto tempo, ma l’incidenza di Banca MPS sull’economia toscana e nazionale è ancora talmente importante che è venuto il momento che anche lo Stato, sia pure in ritardo, faccia la sua parte e ci aiuti a ricomporre i cocci dopo la devastazione.
Anche per questo, non posso condividere l’impostazione autoreferenziale che hanno scelto tre deputati della Fondazione di nomina comunale. La politica sta fuori dalla banca, le istituzioni però non possono essere escluse da quella Fondazione che hanno fatto nascere e voluto con forza per sostenere il territorio. Che i deputati non siano eterodiretti da un sindaco è una conquista importante che condivido. La Fondazione, intendo l’istituzione non le persone, deve per quanto possibile, adoperarsi per realizzare gli indirizzi approvati dal consiglio comunale e non rinunciare mai alle opportunità di dialogo con noi, altrimenti perderebbe la sua ragione d’essere. Non avrebbe senso una Fondazione ripiegata su se stessa. In quel caso, paradossalmente – come dice il consigliere Pinassi – meglio sarebbe chiuderla. Intanto inizieremo a valutare la correttezza dell’impostazione dei tre deputati nei confronti del Comune e valuteremo i passi da fare.
Per quanto riguarda la trasparenza, da quando ci siamo noi non è mai mancata, così come il rispetto dei ruoli e delle competenze. In questi anni la politica è rimasta fuori anche dalla banca. I nostri interventi si sono limitati al ruolo istituzionale che ricopriamo. Così come il sindaco di Taranto o di Piombino si occupano e si preoccupano delle grandi aziende in crisi e per le ricadute sul territorio che amministrano, allo stesso modo ci siamo occupati e continueremo ad occuparci della Banca Monte dei Paschi, la più grande impresa non solo di Siena ma di tutta la Toscana. Quindi sì alla difesa dei posti di lavoro e al dialogo su possibili partnership per iniziative sul nostro territorio. No alle ingerenze su tutto il resto, perché non rientra nei miei compiti istituzionali, come invece è stato fatto in passato, in modo trasversale da tutte le forze politiche.
Anche se la mozione di sfiducia è “motivata non tanto dagli avvisi di garanzia per i fatti di Monteriggioni, quanto – scrivono i 5 Stelle – per tutta una serie di verifiche che riteniamo necessarie alla scadenza di metà mandato”, voglio comunque fare accenno ai “fatti di Monteriggioni”, pur nei limiti che devo mantenere per rispettare il lavoro dei magistrati. Vi propongo quindi alcune riflessioni su fatti noti, appresi – come voi – dalla stampa, ribadendo la mia fiducia nella magistratura e anche nel mio operato sempre in buona fede e sempre ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini. Voglio essere chiaro.

Intanto le vicende che mi riguardano sono due e non chissà quante come si cerca sempre di insinuare, tirandomi in ballo anche dove non sono oggetto di indagine.
Poi, come già detto in questa sede rispondendo ad una interrogazione mesi fa, non è la giunta comunale a dare il via libera a costruire: sono gli uffici a rilasciare gli atti necessari in base a quanto stabilito dai regolamenti urbanistici approvati dai consigli comunali, sulla base di un lavoro tecnico svolto da professionisti che attesta la conformità rispetto alle leggi italiane e alle varie normative, nonché validati da altri enti, come la Regione. Questo è un lavoro specialistico realizzato da qualificate professionalità alle quali gli amministratori devono concedere la loro fiducia, perché è evidente che sindaci, assessori e consiglieri non sono tenuti ad avere il bagaglio di competenze proprie dei tecnici. Io continuo a nutrire fiducia, e lo farò fino a prova contraria, nell’operato dei miei uffici quando ero sindaco di Monteriggioni.

Aggiungo che non ho mai chiesto, nemmeno implicitamente, di commettere illeciti o obbligato alcuno a concedere permessi in contrasto con la legge.

Le irregolarità di cui si parla, anche di quelle non imputabili a me, riguardano civili abitazioni per i cittadini, molte delle quali costruite in edilizia convenzionata, di un campo da baseball che mancava in tutta la provincia, di un palazzetto dello sport o di un residenza universitaria pubblica . Si tratta di opere che dovevano essere costruite da anni, al servizio di un territorio più vasto del Comune di Monteriggioni. La natura delle indagini non riguarda l’uso di materiali non idonei o un giro di tangenti, bensì presunte irregolarità amministrative come la rappresentazione dello stato di un luogo, la data su una lettera o su un progetto, il calcolo esatto delle distanze da zone a vincolo.
Irregolarità, però, che non possono trasformare Monteriggioni nel simbolo del malaffare. Non si può trattare Monteriggioni – tanto per citare i casi più recenti – come Quarto dove il problema è il presunto voto di scambio in un comune sciolto pochi mesi prima per mafia, o come Brescello dove si temono infiltrazioni della ‘ndrangheta. Questo non posso permetterlo, ci vuole senso della misura per rispetto di quel Comune e dei suoi cittadini. Quei cittadini ai quali dovremmo pensare di più, invece di esasperare gli animi e seminare paure.
Se ci sono stati errori, anche di progettazione, qualcuno dovrà pagare e non sono di sicuro i cittadini che hanno acquistato le abitazioni. A loro va tutta la mia solidarietà ed il rammarico per quello che sta accadendo, per le vicissitudini che, loro malgrado, si trovano ad affrontare.
Se ci sono state imperizie, negligenze o, peggio, persone infedeli nel proprio lavoro, lo accerterà la magistratura. Se così fosse, spero che anche il Comune di Monteriggioni si consideri parte lesa al fianco dei suoi cittadini che hanno in gioco i risparmi di una vita e il futuro delle proprie famiglie.

Nei miei nove anni di sindaco abbiamo lavorato duro per Monteriggioni, non si può ridurre tanto impegno soltanto a questi episodi. Monteriggioni non è il Comune che è cresciuto di più quanto a popolazione, ma in provincia di Siena è quello che ha aumentato di più le imprese ed i posti di lavoro. Ha azzerato i debiti ed è stato riconosciuto come Comune virtuoso. Quando l’ho lasciato aveva 14 ml di euro in cassa, pronti da spendere. Tasse basse e tante opere pubbliche, dappertutto. Sviluppo esponenziale del turismo. La crescita edilizia è avvenuta con equilibrio, a volumi zero, senza invadere le campagne, perché tutto – ripeto tutto- il nuovo abitativo è stato costruito a fronte della demolizione di altrettante volumetrie di fabbricati esistenti. Durante la celebrazione del decennale della “Convenzione Europea del Paesaggio”, elaborata dal Consiglio d’Europa, avvenuta a Firenze il 19 e 20 ottobre 2010, il direttore generale del Settore Educazione, cultura, gioventù e sport dello stesso Consiglio, Gabriella Battaini Dragoni, ha definito le scelte di salvaguardia urbanistiche operate dal Comune di Monteriggioni, uno dei migliori esempi in Europa di tutela del patrimonio naturale e di valorizzazione dell’ambiente.

Tornando ai due episodi che mi riguardano, e concludo, il primo avviso di garanzia è riferito a due atti fra il 2009 e il 2010. Le ipotesi di condotta che mi vengono contestate sono due: aver avuto consapevolezza e aver omesso di sporgere denuncia per presunte irregolarità commesse da terzi, relative a procedure amministrative del Comune di Monteriggioni e l’aver avuto consapevolezza della redazione, imputata a tecnici comunali, di un atto amministrativo di rettifica, sempre del Comune di Monteriggioni, sul quale pesa l’accusa di presunta falsità materiale. A proposito di questo atto dovuto di garanzia nei miei confronti, confermo la mia totale estraneità alla commissione di qualsivoglia condotta.

L’altro avviso di garanzia riguarda la procedura burocratica inerente la realizzazione del primo campo da baseball per bambini della provincia di Siena, per il quale il Comune di Monteriggioni ha ottenuto un finanziamento pubblico dalla Regione Toscana, correttamente destinato a questo nuovo impianto sportivo.

Personalmente reputo di non avere nulla da nascondere e nulla di cui vergognarmi ed anzi rilevo una sospetta campagna diffamatoria, basata su insinuazioni ed accostamenti di cui la rilevanza penale non mancherò di valutare, anche se nessuno ha mai avuto il coraggio di mettere in discussione la mia onestà. Ad oggi, comunque, come ben sapete, la stessa Magistratura inquirente ha richiesto l’archiviazione per due dei tre capi di imputazione a mio carico.

Chiudo facendo un invito a tutti i consiglieri in quest’aula.

Come ho detto fin dall’inizio del mio mandato, non devo e non voglio fare il sindaco di Siena per forza. Sono un uomo pieno di interessi e con una bella famiglia alla quale sottraggo molto tempo con grande dispiacere. Durante il mio mandato da sindaco, il mio patrimonio personale non è cambiato e quando rifiutai la candidatura al Parlamento per partecipare alle primarie l’ho fatto per spirito di servizio. Se ho vinto la competizione elettorale in un contesto virtualmente ostile, è perché i cittadini hanno capito chi ero e cosa avrei fatto. Non ho effetti speciali per stupire gli elettori, ma sono un amministratore concreto che per il bene della sua città ci mette la faccia.

Su una cosa devo dare ragione ai firmatari della mozione: è necessario stimolare il dibattito, perché oltre ai tifosi della politica dobbiamo far scendere in campo quella maggioranza silenziosa che è la vera risorsa della nostra città. Le polemiche, la rassegnazione, la depressione, non sono la risposta alle domande della gente e l’indignazione permanente non è il motore di niente. La concertazione, almeno con me, non sarà più consociativismo con l’opposizione, perché Siena adesso ha bisogno di ogni risorsa, di tutte le idee senza pesare le appartenenze politiche.
Se pensate che non sia persona adatta, questo è il momento giusto per scegliere e cambiare strada.
Ma se invece intenderete confermarmi la fiducia, allora vi chiedo che sia fiducia vera fino al termine del mandato. Sì, c’è bisogno di accelerare, ma non solo in Comune anche nella politica che deve essere più concreta, vicina alle persone e capace di avere il coraggio di sorreggere l’amministrazione anche nelle scelte difficili, senza fare troppi calcoli opportunistici sulle convenienze elettorali.
Adesso possiamo cambiare passo perché le emergenze del Comune, quelle enormi, sono finite, e possiamo programmare il futuro di questa amministrazione con maggiore tranquillità.
Se la ripresa dell’Italia non è ancora nitida, anche Siena non è ancora completamente uscita dal tunnel seguito alla vicenda Monte Paschi – le attuali vicende della Mens Sana purtroppo dimostrano che non si è imparato a sufficienza – e abbiamo davanti ancora anni difficili, battaglie da combattere uniti, ad iniziare da quella per il mantenimento della direzione della banca a Siena.

Invito quindi tutti ad aprire una fase nuova, di maggiore collaborazione e di maggiore capacità di ascolto, ma anche di rispetto reciproco, per cercare insieme posizioni e soluzioni condivise, nell’interesse di Siena e dei senesi.

Grazie”.

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