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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Lega: “Scaramelli inetto e Rossi servo di Renzi”

Presa di posizione del Carrocccio sulla sede Asl ad Arezzo

Enrico Rossi

SIENA. Contro la precedente previsione, secondo cui le sedi delle ASL di area vasta avrebbero dovuto coincidere con i poli ospedalieri universitari, la delibera di San Silvestro di Enrico Rossi ha rimescolato le carte di una riforma già disastrosa. Come al solito il PD, locale e nazionale, gioca sulla salute dei cittadini.

Dopo aver ascoltato la promessa di dare battaglia per mantenere la sede ASL a Siena, siamo costretti a prendere atto della più drammatica sconfitta politica di colui che aveva osteggiato la Giunta sulla scelta aretina. Forse il signor Scaramelli – comparso pochi giorni fa a Siena a proporre un’alternativa di buon governo a marchio PD per la città, come se non fossero loro a governarla da sessant’anni – avrebbe fatto meglio a tacere.
Che ne sarà del futuro della sanità senese – fino a pochi anni fa un’assoluta eccellenza a livello internazionale – e grossetana? Cosa sarà delle strutture ospedaliere e, soprattutto, della salute degli abitanti delle province di Siena e Grosseto? Cos’hanno da dire al riguardo la vice-presidente della Toscana, Monica Barni, i consiglieri regionali Marras e Bezzini, i sindaci Valentini e Bonifazi e gli altri rappresentanti istituzionali, tutti dello stesso partito, ai quali il territorio dovrebbe fare riferimento? Hanno provato a pensare cosa significhi per abitanti delle aree più isolate delle province di Siena e Grosseto essere costretti ad andare ad Arezzo a curarsi? Noi della Lega Nord crediamo si debba porre finalmente fine a questo scempio: la riforma sanitaria è da cancellare, così come la classe dirigente che governa da troppo tempo le nostre città e la nostra regione.

Lega Nord

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