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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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La Lega contro l’addio di Mps a Siena

"Ecco perché il PD ha auspicato il commissariamento"

SIENA. La notizia, pubblicata quest’oggi dagli organi di stampa e di fatto non smentita con forza dalla Fondazione nel comunicato diramato questo pomeriggio, riguardante una possibile eliminazione del paragrafo 3 dal nuovo Statuto della Fondazione, vale a dire quello riguardante la permanenza della sede legale della Banca a Siena con le sue strutture di Direzione generale, se confermata svelerebbe il disegno del tandem Profumo – Viola, portato avanti con il Partito Democratico senese. Il disegno, già preannunciato da mesi dalla Lega, è chiarissimo: portare via la Direzione generale da Siena, distruggere la storia della Banca, annientare la Città con gravi difficoltà per migliaia di dipendenti e le loro famiglie.
A quel punto si capirebbe, allora, il perchè il PD nazionale ha auspicato, qualche giorno addietro, il commissariamento della Banca e l’affidamento a Profumo e Viola, organici al PD amico della grande finanza e nemico di Siena, della guida dell’Istituto commissariato.
La Lega Nord di Siena chiede alla Fondazione di non trincerarsi dietro criptici giochi di parole, ma di portare immediatamente a conoscenza della Città la bozza dello Statuto in fase di elaborazione. Il Carroccio preannuncia fin da ora clamorose manifestazioni contro qualsiasi tentativo di esproprio della Banca da Siena, a partire dai prossimi giorni e dal Consiglio provinciale straordinario del 15 febbraio.

La Lega ribadisce altresì la necessità della nazionalizzazione della Banca, unica opportunità vera per preservare i livelli occupazionali, con relativo commissariamento da non affidare certo a Profumo e Viola. Sarebbe altresì opportuno un immediato blocco delle esternalizzazioni, alla luce delle vicende degli ultimi giorni, perché non devono essere i dipendenti a pagare il prezzo di errori fatti dal passato management e causati da altrettanto gravi errori fatti, da elettori, nelle urne di Siena e Provincia, dando continue deleghe in bianco a quel PD che, con i suoi uomini, ha rovinato le Istituzioni cittadine. Infine, per la Fondazione, è necessario studiare un “patto di Sindacato” che faccia sì che l’Ente di Palazzo Sansedoni, pur scendendo ad una quota ridicola nella proprietà della Banca, possa pur sempre nominare la maggioranza del Consiglio di Amministrazione e far valere le proprie scelte con una guida forte ed autorevole e con una Deputazione professionalmente competente, legata al territorio ed in grado di difenderne gli interessi.

 

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