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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il cda Mps approva il piano di Lovaglio: due ops distinte su Bpm e Generali

SIENA. Il cda di Mps ha approvato il piano dell’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, di promuovere due offerte di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali, nel tentativo di costruire un’alternativa industriale all’offerta di Intesa Sanpaolo per il Monte. Lo si apprende da fonti finanziarie.

Qualora le due operazioni andassero in porto tramite offerte interamente in azioni per le due società, si verrebbe a creare “un gruppo con un valore di mercato complessivo di circa 70 miliardi di euro”, riferiscono fonti che non vogliono essere nominate, in quanto il procedimento è confidenziale. (Fonte Bloomberg – Sonia Sirletti)

La prima ipotesi prevede un’offerta pubblica di scambio sulla totalità del capitale di Banco Bpm. Un’operazione che, tuttavia, presenta già un primo nodo: la posizione di Crédit Agricole, principale azionista di Banco Bpm, che almeno finora si sarebbe continuato a mostrare fredda rispetto a un’ipotesi di aggregazione.

Lo schema allo studio per Generali, secondo le stesse fonti, partirebbe dallo scambio tra la partecipazione del 13,32% detenuta da Mps in Generali e il 50,17% di Banca Generali controllato dal Leone di Trieste. A seguire, Mps lancerebbe un’offerta sul capitale restante di Banca Generali, con l’obiettivo di arrivare al delisting.

Un’impostazione che presenta alcune analogie con il progetto studiato nel 2025 dall’allora amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel. E proprio la partecipazione del 13,32% in Generali rappresenta uno dei punti più delicati dell’operazione Mps. «Ci sono passivity rule, autorizzazioni e delicati equilibri azionari», spiegano altre fonti finanziarie. Una serie di vincoli, dicono, che renderebbe tutt’altro che lineare l’utilizzo della quota come leva finanziaria e strategica per conquistare Banca Generali. 

Ma c’è un secondo elemento, forse ancora più importante, che riguarda direttamente Banca Generali. La società oggi non è più soltanto una rete distributiva da integrare in un gruppo bancario più grande. Sotto la guida dell’amministratore delegato Gian Maria Mossa, il gruppo ha ampliato progressivamente il proprio modello, puntando ad affiancare al private banking attività rivolte agli imprenditori, capital market e asset management.

(Fonte Adnkronos)

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