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Giusti (LN): "Riportiamo i senesi entro le mura"

E per l'Università invita a puntare sulla qualità

SIENA. “Per la Lega Nord Siena è sbagliato predisporre di apposite zone residenziali per extracomunitari o situazioni di privilegio per gli stessi, così come è intollerabile la presenza di migliaia di studenti universitari fuorisede sul nostro territorio, per giunta quasi tutti concentrati nel centro storico o nelle immediate vicinanze». A dirlo è Francesco Giusti, segretario provinciale, nonché capolista del Carroccio senese in vista delle Amministrative di maggio.

Sul problema casa, Giusti sostiene che «è necessario prevedere l’alienazione delle case popolari ai residenti a prezzi equi (costo effettivo sostenuto da Siena Casa, ex ATER, nella realizzazione delle ultime abitazioni, con la variazione dell’inflazione) per poter ottenere immediatamente fondi per la realizzazione di nuove abitazioni da destinare, sia ai nuovi nuclei familiari, sia agli extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno, che, in un futuro più o meno prossimo, si appresteranno a chiedere casa sul territorio del nostro Comune. Non solo, ma è necessaria anche una revisione del P.R.G. visto che il mercato è letteralmente andato fuori le righe, per una serie concatenata di motivi. Proprio per questo, dovranno essere individuate nuove aree edificabili per edilizia abitativa, non solo pubblica e popolare, ma anche privata, nonché varie tipologie di insediamenti atti a soddisfare le esigenze delle famiglie senesi, diversificando la struttura delle nuove abitazioni ed evitando che queste siano riservate solo ed esclusivamente ai notabili ed ai loro parenti, rossi o bianchi che siano. Non si dovrà più andare avanti “a pezzi e bocconi”, creando ora il “ghetto” per i giovani (come avvenuto a Cerchiaia) e poi quello per gli anziani (come è stato in via Nazareno Orlandi), lasciando in balia degli studenti il centro storico. La Lega non vuole ghetti nemmeno per gli extracomunitari, perché la ghettizzazione è la negazione dell’integrazione».

Quanto all’Università, invece, il capolista del Carroccio propone che venga istituito un numero programmato per l’accesso alle Facoltà rimaste su Siena, “preferibilmente le “storiche” facoltà di Medicina, Farmacia e Giurisprudenza. A questo punto – sottolinea – avremmo risolto il problema degli alloggi per gli studenti. Bisogna sfatare il mito di Siena “come città campus”, tanto caro alla sinistra. Occorre, piuttosto, passare da un’università di massa ad un’università di qualità. Dal 1971 ad oggi, 30.000 senesi hanno lasciato le Contrade per trasferirsi altrove. L’Amministrazione comunale – termina – dovrà provvedere, sul modello di quanto già fatto a Firenze, ad un decentramento delle Facoltà e delle strutture universitarie ed operando, allo stesso tempo, scelte che puntino più sulla qualità che sulla quantità”.
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