SIENA. Il capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri, a margine di un’iniziativa elettorale a Siena in vista del referendum sulla riforma della separazione delle carriere dei magistrati, ha affermato: “Vogliamo liberare la magistratura dai condizionamenti politici. Una parte del CSM – che designa gli incarichi dei magistrati, ne determina le carriere e può anche intervenire in maniera disciplinare – viene eletto in parte dal Parlamento e in parte da correnti di magistrati che sono dei partiti. Questo determina quello scambio: tu mi voti e poi ti do questo incarico, oppure proprio un mercimonio vero e proprio che fu denunciato con lo scandalo Palamara anni fa”.
“Noi vogliamo introdurre il sorteggio per il CSM sia per la componente che riguarda il Parlamento sia per i magistrati, affinché non ci sia più lo scambio con liste e gruppi, che creano poi le premesse per quella politicizzazione della magistratura in correnti-partito. Noi – ha continuato – dobbiamo liberare da ogni tipo di casta, da ogni tipo di cupola, da ogni tipo di richiesta la magistratura, che deve essere, come i Carabinieri, come la Polizia, indipendente, imparziale, al servizio dei cittadini. Non è che noi abbiamo i Carabinieri di Forza Italia, la Polizia del Partito Democratico; nella magistratura purtroppo questa organizzazione in correnti ha creato questa degenerazione”.
“C’è anche il tema della separazione delle carriere, perché il magistrato che fa l’accusa, il pubblico ministero, fa un’attività diversa dal magistrato che giudica. I medici, prendiamo questo paragone: in una sala operatoria c’è un medico che fa l’anestesista, poi c’è un medico che è il chirurgo. Sì, sono tutte e due medici, ma fanno un’attività diversa. Questo è anche nella magistratura, quindi bisogna creare carriere diverse, criteri di selezione e di formazione diverse. Quindi vogliamo rendere più trasparente, più autonoma la magistratura. Chi vuole votare contro questa riforma vuole tenere il Paese ingessato. Il sì cambia la Costituzione, ci sono molte altre cose da fare con leggi ordinarie: alcune le abbiamo fatte, altre seguiranno per rendere più rapido e più certo l’iter della giustizia. Però questo cambiamento, soprattutto con l’allontanamento della politica, delle caste e delle cupole dalla magistratura, è la prima mossa e si libera la magistratura da questi lacci”, ha concluso.




