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Fumisterie sulla vicenda del Monte dei Paschi

Martinelli: "Salvare il nome e il contenitore vuoto ha poco senso, come ha più volte scritto l’ex sindaco Piccini"

di Enzo Martinelli

SIENA.  Le intese partitiche e istituzionali per tutelare gli interessi di Siena e del suo territorio nella vicenda Monte hanno finora dato risultati pari a zero. Gli accordi, formalizzati sotto la Torre del Mangia con la “mozione dei desideri”, hanno però fin dall’inizio creato grande confusione politica, peraltro ampiamente prevista (il cittadino 22 luglio e 24 settembre 2026). Oggi i divergenti retro pensieri  di  ieri vengono confermati dalla Sindaca Fabio quando dice che “ è sbagliato e pretestuoso alludere a un possibile ruolo che avrebbe potuto svolgere il Governo nella vicenda Monte”. I partiti di sinistra (e soci) invece smentiscono in modo univoco questa dichiarazione e addebitano all’Esecutivo nazionale la responsabilità del mancato sostegno alle richieste dei senesi. Atteso che il Governo fin dall’inizio del risiko bancario aveva pubblicamente espresso una posizione neutrale, la professoressa Fabio, alla fine della giostra, spiegherà a quale scopo si è fatta accompagnare dal Ministro Giorgetti dagli oppositori della sua Giunta e del Governo Meloni.

Dopo la triplice bocciatura da parte dell’assemblea del Monte del 29 ottobre scorso delle contro misure proposte da Lovaglio, il PD si è espresso per la prosecuzione unitaria della “commedia” fin qui recitata dai partiti locali con la richiesta di un formale documento sottoscritto (da chi, dove, quando,come?) nel quale siano di nuovo contenuti “i desideri” esplicitati nella vecchia mozione. Sta di fatto però che la realtà dopo il voto assembleare è cambiata. La direzione generale del Monte e la relativa occupazione lavorativa, quando l’Opas di Intesa sarà andata in porto, farà infatti la fine che hanno fatto le direzioni generali delle banche a suo tempo incorporate dal  Monte a Lecce, Firenze, Mantova, Padova. Il resto è brodo. Salvare il nome e il contenitore vuoto ha poco senso, come ragionevolmente ha più volte scritto l’ex sindaco Piccini. Il consigliere regionale Bezzini invece è un continuista incallito: consigliò Giuseppe Mussari a non rassegnare le dimissioni da presidente del Monte sollecitate dalla Banca d’Italia. Ora suggerisce alla Fabio di proseguire nella strada intrapresa con la richiesta “unitaria” di un formale protocollo sottoscritto dai nuovi proprietari della banca. Al tavolo ci sarà anche UNIPOL? Attenti però perché in politica anche i protocolli diventano spesso carta straccia. Per esempio quello sottoscritto il 21 maggio 2021 a Siena da Regione, Provincia, Comune AOUS e FMPS (con titoli a tutta pagina) per la definizione della nuova sede dell’Amministrazione Provinciale, dell’ex caserma dei vigili del fuoco e del poliambulatorio ex INAM ne è una prova. In quel documento ci sono le firme, ma dopo cinque anni e mezzo si registrano sole chiacchiere, proprio come quelle che si fanno nelle commedia del Monte.  A tal fine la Sindaca di Siena dovrà  scegliere  se proseguire le sue infruttuose iniziative in compagnia di Carletti e Giani oppure con il metodo del notaio Coppini, presidente della FMPS. Minori dubbi invece per  i rappresentanti della sinistra che, a fine corsa, male che vada, andranno a far visita a Rocca Salimbeni ai loro compagni di UNIPOL, nuovi futuri proprietari della banca.                                                      

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