SIENA. Non sono mancate le prese di posizione dopo l’operazione della Digos che da denunciato 13 minorenni senesi per
“La notizia dell’operazione della Digos a Siena lascia profondamente sgomenti e impone una riflessione seria e senza sconti. Parliamo di reati gravissimi: dall’apologia del fascismo e del nazismo all’odio razziale, fino alla detenzione di armi e materiale pedopornografico., commenta il senatore PD Franceschelli.
“Il fatto che i protagonisti di questa vicenda siano tredici minorenni della nostra città rende il quadro ancora più doloroso e allarmante. Voglio esprimere il mio più profondo ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Magistratura per il prezioso lavoro di indagine. Hanno fermato una deriva pericolosa prima che potesse tradursi in atti ancora più gravi. Le terre senesi sono, per storia e tradizione, culla di civiltà, tolleranza e valori democratici nati dalla Resistenza. Vedere dei giovanissimi tradire questi valori per abbracciare l’odio e i totalitarismi del passato è una ferita al cuore della nostra comunità. Questo episodio ci dice che non possiamo e non dobbiamo mai abbassare la guardia. Di fronte a tutto questo, non possiamo più tollerare atteggiamenti equivoci o ambiguità. Quando la politica, unita, non condanna i richiami al fascismo e al nazismo, con assoluta fermezza e senza ‘se’ e senza ‘ma’, finisce per sdoganarli agli occhi dei più giovani. Accanto al dovere della magistratura, serve un’assunzione di responsabilità collettiva: istituzioni, scuole, famiglie. La rete e i social network non possono diventare zone franche dove inoculare il virus dell’estremismo e della violenza nelle menti dei nostri ragazzi. È urgente ricostruire una rete sociale e culturale capace di proteggere i minori e di insegnare loro il valore del rispetto, della legalità e della memoria storica. Non c’è spazio per il fascismo e l’odio nella nostra società, tanto meno tra i nostri giovani”.
Sui social il sindaco Nicoletta Fabio scrive: “Quanto emerso dall’indagine della Digos di Siena è grave e merita attenzione, prudenza e senso di responsabilità. Ringrazio il Questore, la Polizia di Stato, la Digos e la Procura minorile per il lavoro svolto, che conferma l’importanza del presidio costante del territorio e della capacità delle istituzioni di intercettare segnali preoccupanti prima che possano tradursi in fatti ancora più gravi.
Il segretario PD Emiliano Fossi definisce l’inchiesta “uno spaccato d’orrore che non possiamo liquidare come bravate adolescenziali. Siamo davanti a un cortocircuito educativo, sociale e politico. Quando nello spazio pubblico si tollerano parole d’ordine violente, razziste ed estremiste, il rischio è la normalizzazione dell’odio nei telefoni dei nostri figli”.
Il vicepresidente del Consiglio regionale toscano, Antonio Mazzeo, parla di una vicenda “gravissima” e di “un problema sociale, culturale ed educativo profondo”. “L’estremismo di destra non è un fenomeno folcloristico né marginale –afferma Mazzeo – ma una minaccia reale alla democrazia e alla formazione delle nuove generazioni”. Mazzeo rilancia inoltre la proposta di portare tutti gli studenti toscani nei luoghi della memoria “per comprendere dove portano odio, razzismo, fascismo e nazismo”. Ed il senatore dem Silvio Franceschelli parla di “vicenda dolorosa e allarmante”, sottolineando che “non possiamo più tollerare ambiguità nei confronti del fascismo e del nazismo. La rete e i social network – aggiunge Franceschelli – non possono diventare zone franche dove inoculare il virus dell’estremismo e della violenza nelle menti dei ragazzi”.
“Il quadro che ci restituiscono le indagini delle autorità inquirenti di Siena necessita di una riflessione profonda”, commenta la vicepresidente della Regione Mia Diop. “Occorre certamente indignarsi e condannare – aggiunge Diop – perché queste ragazze e queste ragazzi sbagliano, hanno scelto di stare dalla parte sbagliata della storia e rivelano la propria terrificante visione della società intrisa di violenza, odio, fascismo. Occorre denunciare chi nel dibattito pubblico strizza l’occhio all’intolleranza e al razzismo e non si cura della responsabilità di ciò che le sue parole costruiscono o distruggono. Ma dissociarsi e declamare non basta”, spiega la vicepresidente, che ringrazia le forze dell’ordine e la magistratura minorile per il lavoro svolto.
“Siamo di fronte a ragazzi cresciuti nelle nostre scuole, nelle nostre città, figli di una Regione, la Toscana che ha pagato cara la conquista della libertà e della democrazia, che oggi si impegna da più parti per tenere viva la Memoria, che ha, come scritto nello stesso Statuto, l’antifascismo tra i valori fondamentali. Per questo, – è il ragionamento di Diop – i fatti di Siena devono dare la scossa a tutta la società toscana, alle famiglie, e prima ancora alle istituzioni, che sono chiamate a intensificare il proprio impegno per costruire comunità coese, solidali, tolleranti”. “La Regione – conclude – è pronta a dedicare sempre di più energie contro indifferenza, intolleranza e rigurgiti neofascisti, altresì però chiede che le agenzie educative, a partire dalla scuola, abbiano strumenti e risorse per costruire percorsi efficaci a diffondere tra le nostre ragazze e i nostri ragazzi la cultura del rispetto”.
“Come Lega Siena – scrive Giovanni Costa, segretario provinciale Lega Siena – desideriamo, innanzitutto, complimentarci con la Digos per l’eccellente lavoro svolto in città che ha portato alla denuncia di diversi minorenni, accusati di odio razziale ed apologia di fascismo. Fatti estremamente gravi che condanniamo con forza, così come stigmatizziamo apertamente ogni forma di estremismo che possa destabilizzare la nostra società. Occorre, dunque, puntare alla prevenzione per far sì che non si creino i presupposti per questo tipo di reati. È necessario, quindi, puntare sull’educazione civica, affinché i giovani comprendano come ogni forma di eccesso o fanatismo, sia assolutamente da evitare. In tutto ciò, famiglia e scuola rivestono un ruolo fondamentale.”




