Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Fondazione: 11 banche per me posson bastare

Manovre in atto per l'aumento di capitale di banca MPS

di Red

SIENA. Si è diffusa la notizia, poi confermata con l’incontro avvenuto ieri (3 maggio) a Milano per la sua costituzione, che ben undici grandi banche, italiane e internazionali, siano pronte a finanziare la Fondazione Monte dei Paschi per permetterle la sottoscrizione dell’aumento di capitale da 2,47 miliardi di Banca Montepaschi. Infatti c’è stata una “riunione informale” tra rappresentanti dell’Ente senese, che è l’azionista al 55% del gruppo bancario senese (che non risulta tuttavia tra i potenziali finanziatori del pool), e gli istituti interessati. La lista è lunga: il sistema bancario corre in aiuto di se stessa e conferma la fiducia in una operazione che ridurrà la quota della Fondazione al 51% permettendole di conservare, almeno fino alla prossima estate, la guida dell’Istituto.
Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore “tra i principali istituti di credito ci sarebbero Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca, come rappresentanti del sistema bancario italiano, Credit Suisse e Jp Morgan per le banche estere”. Le esigenze della Fondazione, che in merito a ciò non ha ancora rilasciato alcun comunicato, sono complesse e tutte da verificare, come i pacchetti azionari posseduti di Mediobanca e Intesa S. Paolo, se verranno veramente venduti (con le minusvalenze del caso che andrebbero a incidere) o messi a garanzia dei finanziamenti presso le banche, che guarda caso sono comprese nel pool che si va formando. Per sapere di più bisognerà aspettare che l’assemblea straordinaria convocata per il 6 giugno definisca i termini reali dell’aumento di capitale che sarà varato e di conseguenza realizzato tra la fine del prossimo mese e i primi di luglio. In tempo per uscire dalle pastoie delle elezioni amministrative locali, dove il centrosinistra di Ceccuzzi sembra godere della rassegnata indifferenza di buona parte della popolazione alla gestione pregressa. Ricordiamo, per completezza dell’informazione, che diversi analisti ritengono che questo aumento si rivelerà insufficiente alle necessità della banca MPS. Quindi la composizione del pool è naturalmente in divenire e l’elenco dei finanziatori potrebbe allungarsi come restringersi.
Quello che rimane interessante dall’incontro di ieri, tuttavia, è che il mercato sembra dare credito alla manovra della Fondazione. Come dichiarato dal suo presidente Gabriello Mancini, l’Ente dovrà dotarsi di una disponibilità finanziaria fino a 1 miliardo di euro per mantenere la presa su Rocca Salimbeni. Il finanziamento, come ricordavamo prima, oltre ai pacchetti azionari vendibili comprende il ricorso all’indebitamento per una cifra oscillante tra 450 e 600 milioni, più del 50 e la chiusura di un prestito Fresh che porterà nelle casse della Fondazione almeno 120 milioni.
Nelle segrete stanze della Fondazione si stanno valutando gli aspetti tecnici e di convenienza, non solo bancaria ma politica e sociale, perché grande è la responsabilità di chi la guida verso i soci, e considerato il fatto che a breve l’avvento di un nuovo sindaco alla guida della città di Siena provocherà un prevedibile cambio della guardia anche nella presidenza e nella deputazione della Fondazione stessa, accusati per le scelte e le avventure del passato in campagna elettorale da tutte le formazioni politiche concorrenti che desiderano realizzata una profonda “discontinuità” con l’attuale gestione. Si attende la risposta dei mercati finanziari: il titolo MPS, dopo il saliscendi provocato dalla notizia dell’aumento di capitale delle scorse settimane, sembra abbastanza stabile su un valore di euro 0,91/0,92 per azione.

Ultima ora

Grande motivo di riflessione le parole pronunciate nel pomeriggio dal presidente di Abi e Banca MPS Giuseppe Mussari: “Nessuno ha imposto alle banche gli aumenti di capitale” decisi recentemente, nel corso della registrazione di una trasmissione televisiva come riporta Milano Finanza. Ciò conferma la consapevolezza dell’agire della direzione del gruppo Montepaschi quando negava la necessità di un aumento di capitale, minacciando querele strumentali a destra e manca, negando adesso che siano esistite le pressioni della Banca d’Italia, per molto tempo capro espiatorio delle necessità strutturali di Rocca Salimbeni. Era attesa alla chiusura della Borsa la risposta del mercato all’iniziativa della Fondazione, ma il titolo si è fermato a 0,8975 euro in caduta del -1,21% coinvolto nel deciso calo dovuto alle preoccupazioni inflazionistiche della Cina e dai dati provenienti dagli Usa.

[banner_mobile]