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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Esternalizzazioni Mps: il Valentini-pensiero

"Venga prima dimostrato che c'è un rilancio commerciale "

SIENA. Nella affollata sala dei Mutilati non volava una mosca quando Bruno Valentini ha ricostruito la storia degli avvenimenti degli ultimi anni al Monte dei Paschi ed alla Fondazione, con chiari richiami alle responsabilità di chi ha contribuito a distruggere l’enorme patrimonio accumulato in tanti anni nei quali “il Monte dei Paschi di Siena – ha detto Valentini – si era costruito l’eccellente reputazione di una banca affidabile, seria, dotata di grandi professionalità, controllata da una comunità locale che però la sapeva indirizzare con equilibrio e senza eccessive interferenze. Bisogna alzare il velo sulle responsabilità dirette di chi ha amministrato male banca e Fondazione, dilapidando valore anziché crearlo com’era il loro compito. Mi auguro che la magistratura sappia approfondire eventuali profili penali, ma intanto senza ulteriori indugi va promossa un’azione di responsabilità interna alla banca contro chi ha commesso errori, soprattutto relativamente all’incauto acquisto di Banca Antonveneta, che è stata chiaramente pagata oltre il valore reale, provocando gravissimi danni finanziari a MPS ed anche alla Fondazione che ha accompagnato questa avventura con aumenti di capitale che l’hanno messa in ginocchio, riducendo progressivamente la partecipazione societaria, col rischio di assumere un ruolo sempre più marginale. Clamorosa è stata la rivelazione del presidente Profumo sul fatto che negli ultimi 5 anni la banca ha fatto solo 50 milioni di dividendi reali cosicché la Fondazione ha sostenuto artificiosamente il sistema locale distribuendo utili che invece erano patrimonio “.

La proposta di Valentini è che il primo atto che dovrà proporre il prossimo sindaco di Siena al nuovo Consiglio Comunale è l’istituzione di una commissione di inchiesta che consenta alla massima istituzione cittadina di rappresentare la volontà popolare di conoscere la verità su quanto accaduto.

“Occorre avere il coraggio di rompere la filiera della dipendenza politica degli amministratori, non solo al MPS, privilegiando competenza e rigore morale – ha proseguito Valentini fra gli applausi – Agli attuali amministratori di Banca MPS non si possono rimproverare i drammatici errori del passato, ma devono imprimere una svolta commerciale alla banca senza limitarsi a tagliare personale. Per recuperare redditività è l’intera produttività dell’istituto di credito che va ripensata, trovando nuovi prodotti, nuovi modi di dialogare e servire la clientela. Nel bilancio della banca, la seconda voce di costo è quella degli accantonamenti per perdite su crediti, che superano 1 miliardo e mezzo di euro ed è quindi essenziale coinvolgere e motivare il personale per migliorare questo aspetto decisivo della gestione che può dare frutti molto superiori al risparmio forzoso realizzato sui dipendenti. Nessun lavoratore va esternalizzato se prima non si dimostra che è in corso un rilancio commerciale vero. Troppo facile, come fanno nelle ferrovie, alle poste, alla Fiat, restringere l’attività ai soli segmenti di massimo profitto abbandonando tutto il resto ed alla fine condannando l’intero Paese ad un drastico calo di servizi e di reddito disponibile. Pur non pronunciandomi sulla vertenza sindacale in corso, devo constatare che c’è una negativa divisione tra i sindacati, che occorre recuperare facendo assemblee unitarie di valutazione dell’accordo interno e trovando il modo di garantire in modo incontrovertibile gli eventuali esternalizzati sulla loro riassunzione nel caso che la nuova società debba chiudere o ridimensionarsi”.

Valentini ha infine concluso dicendo che “se si vuole comprendere perché non riesco ancora a correre per le primarie del centrosinistra è perché dico cose vere ma scomode, molto diverse da quelle che Ceccuzzi non riesce ad ammettere. Scomode per la responsabilità di chi ha avuto ruoli di primo piano nella politica, nelle istituzioni senesi, nella banca e nella Fondazione e non ha saputo, talvolta anche per inadeguatezza, opporsi a questo disastro. E’ ancora possibile reagire se non si dà carta bianca all’attuale Cda. di Banca MPS sugli aumenti di capitale che potrebbero alterare definitivamente la composizione azionaria della banca, se si chiede un ruolo di arbitro temporaneo allo Stato, se si chiede alla banca di riversare sul territorio i propri acquisti di beni e servizi che possano compensare il pauroso impoverimento che deriverà dalla riduzione dell’impatto diretto del MPS sull’economia e sull’occupazione”.

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