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Connettere le “zone verdi” europee: una proposta per salvare il turismo

Un matematico ed un economista prospettano una soluzione che avrebbe un impatto positivo diretto sulla vita di milioni di cittadini europei.

di Miquel Oliu-Barton* e Bary Pradelski**

PARIGI/OXFORD. Molti Stati membri dell’Unione europea hanno lanciato i loro piani di “deconfinamento” per regione. Con la
diminuzione dell’incidenza del virus, la mobilità tra queste regioni si normalizzerà, seguendo una strategia per “zone verdi”, simile a quella che abbiamo proposto nel nostro precedente #PolicyInsight.  In questo nuovo #PolicyInsight ci proponiamo di estendere
tale approccio a livello europeo. L’idea è semplice: permettere la mobilità di persone tra le “zone verdi” dei diversi Paesi europei attraverso una rete di zone verdi certificate dalle istituzioni comunitarie.
Ben articolata e con sufficienti garanzie, questa proposta potrebbe salvare la stagione turistica estiva nell’Europa meridionale, mitigando così le ingenti perdite economiche che la chiusura al turismo internazionale potrebbe causare a questi Paesi.
Le zone verdi europee rappresentano per l’UE un’opportunità unica di dimostrare la propria leadership, creando una situazione economicamente vantaggiosa per tutti i Paesi. Ciò avrebbe un impatto positivo diretto sulla vita di milioni di cittadini europei.

Per gentile ed esclusiva concessione riportiamo lo studio effettuato: EsadeEcPol-Insight-Zone-Verdi-May2020 (Grafica: Jorge Galindo. Traduzione in italiano: Giulia Filacanapa | EsadeEcPol).

* Miquel Oliu-Barton Professore associato in Matematica, Università Paris-Dauphine

** Bary Pradelski Ricercatore in Economia, CNRS; Member of the Oxford-Man Institute

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