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Confindustria Toscana Sud a confronto con i vertici di Federmeccanica

In una fase caratterizzata da grande incertezza e volatilità a livello globale è quantomai importante il ruolo delle parti sociali per affermare l’importanza e il valore dell’Industria nel nostro Paese

SIENA.  Si è svolto nella sede di Siena di Confindustria Toscana Sud l’incontro tra gli industriali del territorio ed i vertici di Federmeccanica: il neo Presidente Simone Bettini ed il Direttore Generale Stefano Franchi.
Il Direttore ed il Presidente hanno illustrato il lungo percorso e complesso lavoro che ha visto Federmeccanica e le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm arrivare alla sottoscrizione dell’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici con durata fino al giugno 2028.
L’accordo impatterà oltre 1,5 milioni di lavoratrici e lavoratori e prevede importanti garanzie per i dipendenti e forme di efficientamento organizzativo.
I vertici di Federmeccanica hanno sottolineato come nel lavoro con le altre parti abbiano cercato di trovare soluzioni che possano rappresentare un equilibrio tra bisogni delle persone ed esigenze delle imprese.
Il CCNL potrà costituire un elemento di certezza per tutto il sistema produttivo metalmeccanico senza lasciare indietro nessuno tenendo conto dell’estrema eterogeneità del Settore.
In una fase caratterizzata da grande incertezza e volatilità a livello globale è quantomai importante il ruolo delle parti sociali per affermare l’importanza e il valore dell’Industria nel nostro Paese.
Così commenta l’incontro il Presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Toscana Sud Carlo Locatelli: “Siamo grati ai vertici di Federmeccanica per la loro disponibilità nell’averci raggiunto ed illustrato il lavoro che ha portato alla stesura di uno degli strumenti più importati che regolano il lavoro nel nostro apese. Mi rispecchio nelle parole del Direttore Franchi nel vedere non più controparti ma soggetti con il quali lavorare insieme per costruire ponti di futuro per il lavoro e l’economia del nostro paese a maggior ragione in scenari internazionali così tesi e lesivi per gli interessi economici dei paesi e dei lavoratori”. 

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