Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

“Con la nuova legge nazionale rischiano di morire tanti piccoli Comuni”

Upi Toscana contraria alla normativa che penalizza la montagna

FIRENZE. “Se la nuova legge nazionale sulla Montagna non verrà modificata, decine di piccoli Comuni toscani – in particolare quelli dell’Appennino, dell’Amiata, delle Apuane e delle Colline interne – verranno di fatto esclusi dai finanziamenti necessari a garantire servizi essenziali, manutenzioni e sicurezza ai cittadini. E rischieranno, nel giro di pochi anni, di scomparire”. A dichiararlo è Francesco Limatola, presidente di Upi Toscana, intervenendo sulla riforma nazionale che entro il 19 dicembre dovrà ridefinire i criteri di accesso ai fondi destinati alle aree montane.

“Con i criteri annunciati – spiega Limatola – verrebbero esclusi territori che da anni combattono contro spopolamento, carenza di servizi, difficoltà infrastrutturali, condizioni meteo estreme e fragilità economiche. Ridurre la montagna alla sola altitudine del centro abitato è una scelta ingiusta e miope: significa ignorare isolamento, rischio idrogeologico, viabilità complessa, scarsità di servizi essenziali. La Toscana interna e montana vive già oggi una condizione di grande fragilità: applicare questi criteri significherebbe aggravare ulteriormente differenze e diseguaglianze territoriali”.

Il presidente sottolinea anche un tema di metodo: “Novanta giorni per ridisegnare la geografia dei fondi destinati alla montagna è un tempo del tutto insufficiente. I territori non possono essere trattati come caselle da spuntare: dietro ogni Comune ci sono comunità, imprese, presidi sociali che tengono viva la Toscana rurale e montana. Non è accettabile – conclude Limatola – che il destino di intere comunità sia affidato a un algoritmo. Serve una scelta politica consapevole, che chiediamo in primo luogo al Governo e al Parlamento, per non abbandonare la montagna italiana e toscana”.

[banner_mobile]