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Bianchi (Bilancio): "Il Patto di stabilità limiterà la nostra capacità di spendere"

Siena seconda in Italia tra i comuni più colpiti dalla stretta

SIENA. Massimo Bianchi, assessore al Bilancio del Comune, commenta la classifica pubblicata oggi da “Il Sole 24 Ore” di oggi (29 ottobre) in cui vengono anticipati i dati relativi al nuovo Patto di Stabilità: “Sono dati non ufficiali, ma confermano tutte le difficoltà e i problemi in cui la manovra Tremonti dello scorso 31 maggio mette gli enti locali. Siena è la seconda in Italia tra i più colpiti, seconda solo a Venezia”.
“Si tratta di una classifica – continua Bianchi – che ci rende seriamente preoccupati. Se confermati dal Ministero, questi dati sono inaccettabili. In sostanza, si tratta di una ulteriore st

Si tratta di una ulteriore stretta sulla capacità di spesa dell’ente che si concretizza in 44 euro in meno per ogni per cittadino

retta sulla capacità di spesa dell’ente che si concretizza in 44 euro in meno per ogni per cittadino per un totale di meno 4.583.192. Cioè, lo stato ci chiederebbe, secondo questa anticipazione, di avvicinare il saldo tra entrate e uscite del Comune di Siena di questa cifra. E così verrebbe limitata la nostra capacità di spendere e investire risorse che comunque abbiamo. Tutto questo nonostante il Comune di Siena sia stato virtuoso da oltre 10 anni e rispetti da sempre il Patto di stabilità. Altri comuni che questo non lo hanno fatto – fa notare Bianchi – e che qualche anno fa erano al centro delle cronache per il dissesto finanziario, invece, secondo la graduatoria del Sole, ottengono vantaggi quasi doppi rispetto ai nostri svantaggi. Sembra incredibile, ma è così”.

“Il Patto di Stabilità più stringente – osserva l’assessore al Bilancio – inciderà sulla spesa corrente (5,9% secondo il Sole 24 ore) e quindi sui servizi che facciamo, e inciderà sulla spesa degli investimenti. Infatti, con un Patto di stabilità a questo livello il Comune di Siena sarà costretto a ridimensionare, rispetto al recente passato, soprattutto la spesa per gli investimenti. E questo certo non aiuterà l’economia. Come può un ente svolgere il suo ruolo di motore dello sviluppo se è costretto a ridurre le quote dedicate a manutenzioni, opere pubbliche? In questi anni di crisi, tra l’altro, abbiamo scelto di investire in lavori facilmente cantierabili anche per sostenere l’economia del territorio. La crisi c’è ancora e c’è bisogno degli enti locali. Ma il governo, evidentemente, non la pensa così”.
“Noi condividiamo la richiesta che viene da tutti i sindaci per rinviare i tagli previsti dalla manovra di maggio almeno di un anno – conclude Bianchi – Questo per lo meno ci permetterebbe di mantenere i servizi. Da questo punto di vista, tra l’altro, aspettiamo notizie certe sui tagli nei trasferimenti. La stima effettuata a inizio giugno continua a preoccuparci non poco: ben 11 milioni di tagli tra il 2011 e il 2012, ben 240,67 euro in meno per ogni senese grazie a Berlusconi e Tremonti”.
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