"La politica locale evita la domanda fondamentale: deve restare aperto o dev'essere chiuso?"
SIENA. Dall’Associazione per un uso sociale di Ampugnano (AUSA) riceviamo e pubblichiamo.
“Da troppo tempo la vicenda dell’aeroporto di Ampugnano procede in una zona grigia fatta di annunci, tecnicismi, conferenza dei servizi e dichiarazioni prudenti. Una zona grigia che non giova al territorio, non ai cittadini, non alla trasparenza amministrativa. E soprattutto non giova alla verità.
Recentemente anche Siena Sostenibile ha sollevato dubbi sulla gestione di ENAC e sull’incompletezza del progetto presentato alla Conferenza dei Servizi. È un contributo utile, che conferma ciò che come associazione denunciamo da tempo: su Ampugnano manca chiarezza. Manca un progetto, manca una visione, manca una spiegazione credibile delle ragioni che dovrebbero giustificare nuovi investimenti pubblici su uno scalo che non ha domanda, non ha traffico, non ha prospettive.
Ma il punto non è solo la mancanza di chiarezza. Il punto è che la politica locale continua a evitare la domanda fondamentale: Ampugnano deve restare aperto o deve essere chiuso?
La discussione pubblica sembra essersi incagliata in un tecnicismo sterile: tipologia dei voli, inclinazione dei pannelli fotovoltaici, riflessi solari sui piloti, sicurezza, elicotteri, droni.
Una lista infinita di dettagli che non affrontano la questione centrale. Temi importanti, certo, ma il vero nodo è politico, economico e strategico: Ampugnano serve davvero? E a chi?
La nostra associazione una posizione l’ha assunta da tempo: chiudere Ampugnano una volta per tutte. Non ridimensionato, non “ripensato”, non “valorizzato”. Chiuso. Perché un’infrastruttura inutile resta inutile anche se la si veste di parole nuove. Perché un aeroporto senza domanda resta un aeroporto senza domanda.
Ampugnano è destinato a diventare l’ennesima infrastruttura inutile, per pochi utenti facoltosi e caldeggiata da qualche operatore turistico illuso di incrementare i propri profitti. Il rischio è quello di replicare fallimenti già visti in passato: investimenti ingenti che, una volta realizzati, non generano alcun beneficio per la collettività. Noi non siamo una forza politica, ma cittadini che difendono il proprio territorio e che da anni denunciano criticità di tutta questa operazione. Non vogliamo “seminarci le patate”, anche se in questi anni avrebbero reso di più per l’economia locale, ma destinare i 180 ha dell’aeroporto ad attività produttive e sociali veramente utili per i cittadini di Sovicille e anche di Siena.
Più volte abbiamo polemizzato con Fratelli d’Italia che almeno, una posizione ce l’ha: vuole investire a qualunque costo. Noi non la condividiamo, ma è una posizione. Le altre forze politiche, invece, sembrano impegnate in un esercizio di equilibrismo che finisce per svuotare il dibattito: una lista infinita di dettagli che non affrontano la questione centrale.
Se si ritiene che Ampugnano debba essere sviluppato, allora si abbia il coraggio di dirlo. Se invece si pensa che lo scalo sia inutile, costoso e fuori da ogni logica economica, allora si dica chiaramente che va chiuso. Ma continuare a parlare di tutto tranne che del punto essenziale è una forma di irresponsabilità politica che il territorio non merita.
ENAC continua a promuovere l’operazione “Regional Air Mobility”, come se fosse la chiave di volta per il futuro degli aeroporti minori. Ma dietro questa etichetta non c’è uno studio di fattibilità, non c’è un piano industriale, non c’è un’analisi costi-benefici, non c’è una valutazione ambientale credibile. Non c’è nulla.
Quello che c’è, invece, è un avanzo di amministrazione di circa 300 milioni di euro, che un ente non economico fatica a giustificare. E c’è la tentazione di smaltirlo attraverso investimenti aeroportuali che contraddicono il Piano Nazionale Aeroportuale e il Codice della Navigazione.
È legittimo chiedersi: si sta investendo per il territorio o per risolvere un problema contabile?
Ciò lo diciamo da cittadini, non da politici. Lo diciamo perché difendiamo il nostro territorio, non perché cerchiamo consenso. Lo diciamo perché abbiamo studiato le carte, analizzato i dati, segnalato le criticità al MIT e ad ANAC, presentato un ricorso al TAR e perché sappiamo che ENAC non può essere contemporaneamente controllore e controllato: un conflitto di interessi che nessuno ha il coraggio di affrontare.
Il silenzio pesa più delle parole e le uniche voci istituzionali che hanno avuto il coraggio di intervenire, oltre al Comune di Sovicille, sono state quelle del senatore Franceschelli e del deputato Zaratti, con interrogazioni parlamentari alle quali il Ministero dei Trasporti non ha ancora risposto. Un silenzio che dice molto più di mille comunicati.
E intanto Siena continua a evitare il confronto pubblico. La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: perché Siena non riesce ad aprire un vero confronto pubblico su Ampugnano? Perché non si ripete ciò che avvenne ai tempi del progetto “Galaxy”, quando almeno si ebbe il coraggio di discutere apertamente con la cittadinanza in una memorabile assemblea al circolo ARCI di Sovicille? Allora, la politica scelse di metterci la faccia. Oggi quel coraggio sembra mancare del tutto.
Eppure, per un territorio che ha già pagato un prezzo alto in termini di scelte infrastrutturali discutibili, la chiarezza non è un optional: è un dovere”.




