Astensionismo e democrazia non vanno d'accordo
di Augusto Mattioli
SIENA. Sembra una scatola vuota la democrazia che il nostro paese si è dato dopo la guerra. Il fatto che anche in Toscana ci sia stato un forte astensionismo indica che la nostra democrazia è in una crisi molto profonda. Può darsi per responsabilità di chi fa politica (maggioranza e opposizione), che guarda alle percentuali, ma anche per indifferenza verso questo sistema politico che spesso è più di un passo indietro rispetto ad altre attività, come l’economia, i cui tempi sono più rapidi, spesso poco o punto democratici.
Domanda: le persone preferirebbero meno democrazia ma maggiore rapidità nel decidere come governare un paese una regione, una città? Magari prendendo come esempio i cda di una banca o di una società, in cui le decisioni si prendono a colpi di pacchetti azionari?
La politica non solo nazionale oggi è quindi un passo indietro rispetto ai vari centri di potere soprattutto economico proprio per i suoi tempi di decisione. In breve possiamo dire che vince la finanza, non mitigata e controllata da una politica, che indirizza scelte di governo.
Ma c’è un altro aspetto da sottolineare. Oggi, l’affarista governa e pensa anche e soprattutto ai suoi affari e non ha bisogno dei riti, incompresi da molti, e delle lunghe mediazioni della politica.




