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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Api: "Coesione e discontinuità, ma nella chiarezza"

Il circolo senese interviene nella questione Fondazione

SIENA. Il consiglio comunale dello scorso 29 novembre genera la sensazione che il sindaco Ceccuzzi, il suo partito e i suoi alleati si siano come risvegliati da un lungo sonno. Finalmente prendono atto che la “senesità del Monte” è in gravissimo rischio e al contempo che la difesa ad oltranza di quota 51% oltre ad essere stata una linea sterile e dannosa in passato è oggi un obiettivo impossibile e superato dai fatti. Per la verità ci sono forze politiche e personalità di questa città che da anni hanno continuamente denunciato la deriva alla quale malgoverno e obliqui interessi conducevano la banca cittadini; per la verità sono mesi che la stampa specializzata dimostra, dati alla mano, la fragilità finanziaria del Monte e l’inconcludenza delle strategie mosse dalla nostra governance per porvi riparo. Ma solo fino a ieri chi segnalava tale stato di cose veniva, da Ceccuzzi e soci, additato come allarmista, untore, strumentalizzatore.

 

I fatti, non da ora, sono chiari: Siena, non ha più il controllo della Fondazione. Tale controllo è oggi in possesso di quei soggetti finanziari con i quali la fondazione si è indebitata fino al collo per mascherare il disastro che si andava producendo. Ora si possono solo limitare i danni, sperando che la fondazione riesca a mantenere, in futuro, almeno un ruolo di qualche spessore nella compagine azionaria di quella che fu la nostra grande banca.

Si può giudicare apprezzabile, pur se assai tardivo, l’appello del sindaco alla “coesione”, che deve passare da una vera discontinuità nei nominati, chiedendo agli attuali rappresentanti del comune di compiere un atto di responsabilità. E’ indubbio che tutte le forze politiche e sociali della città oggi debbano concorrere a salvare il salvabile, aprendo di fatto una nuova stagione nella vita politica cittadina che dovrà concretizzarsi, a nostro parere, con un’autentica verifica politica. Il consiglio comunale è composto da consiglieri e la giunta da assessori che hanno, nel precedente mandato amministrativo, avvalorato tutte le scelte della Fondazione; esprimendo altresì un giudizio positivo sull’acquisto di Antonveneta.

Giudichiamo interessante l’indicazione di una necessaria “discontinuità” che, per le cose sopra indicate, non si limiti a far volare in aria qualche straccio, ma si risolva in un modo nuovo di governare, animato da senso di responsabilità verso il bene comune, trasparenza e professionalità, superando il criterio politico che è stato di nuovo adottato con la recente nomina nel consiglio generale della fondazione.

Alleanza per l’Italia – Circolo di Siena
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