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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Andreini sul 4 per cento: "E ora?"

All'assemblea Mps interventi negativi, voto positivo

SIENA. Nell’assemblea MPS di ieri è stato finalmente abolito in forma ufficiale il tetto del 4% di azioni che i soci possono detenere, tetto che solo la Fondazione MPS poteva superare prima di oggi. Era l’ultimo “ostacolo”, si diceva, per poter finalmente vedere il titolo riprendere quota, vedremo. Naturalmente anche nell’assemblea di ieri si è assistito, come ormai avviene in quasi tutte le assemblee, all’esito di un voto che era stato già deciso in precedenza, e pochi sanno dove e quando tale decisione è stata effettivamente presa. Se un estraterrestre avesse assistito alla seduta si sarebbe meravigliato non poco: tutti gli interventi o quasi hanno sottolineato come questa decisione fosse come minimo da rinviare, ma il voto ha visto invece prevalere il sì con una maggioranza schiacciante. Praticamente solo il presidente della Fondazione, Gabriello Mancini, ha difeso la scelta, promettendo tra l’altro di fare il possibile perché questa decisione porti i migliori frutti alla Banca; come possa mantenere la promessa nei pochi giorni che gli restano di mandato non è dato sapere, almeno non a noi; che qualcuno conosca già il futuro presidente? Vedremo…

Una cosa invece ci ha colpito particolarmente nelle parole dell’Amministratore Viola: la Banca torni a fare credito, alle piccole e medie imprese, anche se sono proprio queste, dice lui, che comportano maggiori rischi. Ma allora se la valutazione del rischio si dà già per scontata come se ne esce? Certo che se si affiderà la valutazione del rischio agli stessi consulenti che hanno suggerito alla Banca cosa e quando comprare per far crescere la Banca, che proprio piccola non era…

Una considerazione infine sul drammatico tema dell’occupazione; anche la Banca MPS, che qualche anno fa faceva del tema dell’etica una delle sue parole d’ordine, in tempi di crisi sembra aver abbandonato quella rotta: tagli ed esternalizzazioni saranno la cura del male, infatti alcune sigle sindacali che rappresentavano i lavoratori in protesta sono state autorizzate a presenziare all’assemblea, ma senza diritto di parola. Le regole sono regole, e perché mai agli azionisti dovrebbero interessare le opinioni dei lavoratori che fanno funzionare la Banca?

Francesco Andreini

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