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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Andreini (Prc) ed il bilancio del Comune

Commento all'incontro organizzato dalla minoranza

SIENA. Ieri sera ho partecipato alla discussione sul bilancio di previsione del 2013 del Comune di Siena, che ovviamente viene redatto in estremo ritardo, come è stato sottolineato nella stessa seduta svoltasi nella sala di Palazzo Patrizi. La riunione era stata promossa da alcuni consiglieri della minoranza consiliare (Pinassi, Vigni e Tucci) ad un solo giorno di distanza da quella indetta dal Sindaco Valentini. Devo dire che la parte più interessante è stata per me l’intervento di Gianni Bari (secondo intervenuto), anche se alcune parti da lui esposte erano difficili da seguire, non avendo letto il testo del bilancio. Bari ha però detto alcune cose che nessuno ha ripreso: che i bilanci comunali sono ormai da anni nel “mirino” delle leggi che il parlamento nazionale emana; queste leggi hanno due scopi fondamentali: 1- ridurre i trasferimenti dello Stato ai Comuni (la famosa legge dello “scaricabarile”, io mi sistemo il bilancio e tu ti arrangi) e 2 – ridurre la tanto sbandierata democrazia (riduzione dei poteri decisionali delle assemblee comunali dando sempre più importanza al solo sindaco, ridurre il numero dei consiglieri, e ampliare il sistema maggioritario, ovvero quello del partito unico che sta governando a livello nazionale per adesso, ma poi anche locale).

Un altra interessante osservazione di Bari è stata quella sul raffronto del bilancio 2013 con quelli degli ultimi anni; con il raffronto si “vede” meglio la direzione politica, se c’è, dell’amministrazione; cosa aumenta e cosa diminuisce. Anche su questo però l’amministrazione centrale “ci mette del suo”; se si cambiano tutti gli anni i criteri per la compilazione del bilancio, i raffronti sono difficili. Si pensi all’importante voce della tassa sugli immobili, passata varie volte da tassa statale e comunale e viceversa, o a quella della raccolta dell’immondizia che ancora non è definita neppure dal livello nazionale…

Terzo elemento interessante introdotto da Bari “la nostra prospettiva”; detto in poche parole Bari suggeriva per esempio il rientro di tutte le attività comunali passate alla gestione tramite società partecipate. É ormai provato che le esternalizzazioni, oltre ad allontanare il cittadino dai responsabili del servizio hanno accresciuto i costi per la collettività (a volte lo dicono anche esponenti del PD!); se su questo tema venisse formalizzato un referendum sarebbe sicuramente vinto (anche se c’è sempre il rischio che faccia la fine di quello sull’acqua!). Siena Parcheggi per esempio, ha anche un bilancio in attivo, è di totale proprietà comunale, che senso ha che sia gestita come una S.p.A.?

Colgo anche l’occasione per dire la mia su una affermazione che è stata fatta dal consigliere Tucci: ha sostenuto che 1200 appartamenti di proprietà comunale sono troppi, che ne basterebbero 200 (immagino che gli altri vorrebbe venderli, pratica che ormai è diffusa a livello nazionale). Mi permetto di dissentire per vari motivi: non credo che le necessità della popolazione “povera” siano così scarse, e non credo neppure che vadano a diminuire (si parla di 500 sfratti per morosità incolpevole nel nostro territorio); se la ricchezza dei cittadini dovesse crescere si potrebbe aumentare la quota di affitto da pagare al Comune, sempre però facendo attenzione a non cadere nelle regole che il cosiddetto mercato libero degli affitti ha prodotto: oggi un affitto di un appartamento decente costa praticamente quanto uno stipendio di un lavoratore, euro più euro meno, e se non ci fossero le “case del Comune” immagino quale sarebbe la situazione.

Francesco Andreini – PRC

 

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