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Venezia: "Il giovane favoloso"

Grandi applausi per il film di Martone su Leopardi

di Paola Dei
VENEZIA. Il film su Giacomo Leopardi di Mario Martone dal titolo “Il giovane favoloso” è il terzo italiano in Concorso Venezia 71. Un film storico che ci racconta la vita e le opere di Giacomo Leopardi, nonché il suo travaglio esistenziale, dovuto soprattutto ad un corpo fragile che lo costringe a reprimere desideri e pulsioni.
Nei panni del giovane Leopardi, Elio Germano, un po’ impacciato, accanto a lui Davide Riondino e Isabella Ragonese costretti a ruoli privi di sviluppo.
Figlio di un padre padrone con un fratello e una sorella, Giacomo viene istruito fin dai primi anni di vita ai classici ed alla cultura alta guidato da un prelato interpretato da Sandro Lombardi, attore di teatro nella Compagnia di Federico Tiezzi.impeccabile nel ruolo del maestro. Giacomo dimostra capacità straordinarie nell’apprendere e riesce a tradurre dal greco pezzi improbabili con sicurezza e senza indecisioni ma il suo travaglio interiore lo rende infelice e attratto da tutto ciò che invece dovrebbe evitare: gelato, stravizi, etc. Preso in giro da ragazzini quando si reca in un bordello, sembra essersi innamorato di Ranieri, il fedele amico napoletano che conosce a Firenze e che diviene suo inseparabile compagno di viaggi. L’innamoramento fra i due rappresenta soltanto una sorta di compensazione fisica per l’uno, mentale per l’altro e si manifesta soltanto su un piano platonico che suggerisce le mancanze sia dell’uno che dell’altro. Onnipresente la musica di Sasha Ring che ha la funzione di sottolineare i momenti emotivi del film.
In attesa del film su Pasolini dal Lido di Venezia sotto la pioggia.

Le altre segnalazioni

3 Coeur, Amore e Psiche alla maniera di Benoit Jacquot
Fra i Film in Concorso Venezia 71, per contendersi il Leone d’Oro, 3 Coeur di Benoit Jacquot, un’opera Lacaniana fatta di appuntamenti mancati, di  donne misteriose come  Chiara, Charlotte, Catherine, e con nomi altrettanto suggestivi come Sophie ( che significa Saggezza  si dice nel film , oppure, simbioticamente, Silvie,  come la ninfa feggente  di Nerval) , tutte loro malgrado, inevitabilmente all’interno della fiosofia del “non so”. Amore è al buio, nasconde la propria identità, poi la disvela, poi la nasconde di nuovo, fra i palpiti e le prove di psyche, nascosta nelle vesti di tre donne. La lontananza, la vicinanza e il mistero. Un Film raffinato, prettamente francese, con citazioni di miti, psicologie, Film famosi e registi come De Oliveira. Un sogno nel sogno, a tratti ironico e a tratti surreale dove Charlotte Rampling, Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni alternano i loro volti fra i fotogrammi delle scene.

The Cut
Fatih Akin, regista turco-tedesco, porta a Venezia il dramma personale di un padre che, a seguito del genocidio armeno, si mette alla ricerca delle sue due figlie che ha saputo essere ancora vive. Il tema del viaggio è una metafora sempre molto interessante e suggestiva che spesso ha più senso della mèta, non in questo caso, infatti il momento culminante del Film è alla fine, quando il giovane genitore ritrova Lucinè, una delle figlie, rimasta zoppa in mezzo agli orrori della guerra.
Tahar Rahim nei panni del genitore ha una recitazione che a tratti appare confusa e falsata, forse anche a causa della costrizione a dover recitare muto, la pellicola appare troppo pretenziosa e dai tempi artefatti che a tratti diventano insopportabili. Delizioso il ricordo di Chaplin che pur in momenti orribili riesce con i suoi Film a far sorridere e  sperare, come accade allo stesso protagonista.


Hungry Hearts

Saverio Costanzo di nuovo al Lido di Venezia con un’opera nella quale affronta il difficile e complicato tema dell’anoressia e non solo. Con Alba Rohrwacher e Adam Driver è il secondo Film italiano in Concorso alla 71 Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Una storia drammatica che narra le vicende di un amore malato tratta dal romanzo di Marco Franzoso con il titolo: Il bambino indaco. Jude,americano, incontra Mina nella toilette di un bagno di un ristorante cinese e l’inizio è fantastico, nasce un amore e Mina resta incinta. Jude decide di sposarla colmo di amore che le dichiara anche al microfono cantandole il giorno del matrimonio: Tu si na cosa grande pè me!. Mina però fin dai primi mesi di gravidanza inizia a convincersi che il suo sarà un bambino speciale, un bambino indaco, e vuole salvarlo da tutta la sporcizia del mondo e dall’inquinamento, preservandone la purezza, ma bambino rischia di morire denutrito. All’interno della coppia inizia una battaglia sotterranea che non porterà ad una facile soluzione.


Short Skin di Duccio Chiarini
Da segnaare un divertente film nella Sezione Biennale Cinema College, recitato in vernacolo toscano, più specificatamente pisano, dove ci vengono mostrate le difficoltà di un adolescente alla prese con una operazione al pene: la circoncisione.
Dialoghi esilaranti ed un disagio reale che viene mostrato nelle varie fasi del suo sviluppo e della sua soluzione riuscendo a mostrarci un problema che affligge molti ragazzi di oggi,, con la leggerezza necessaria ad accompagnarci in mezzo alle vicende che si dipanano.
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