Music for R/existence è il titolo dell'evento che si terrà il 17 marzo alle 17 nell'Auditorium del Santa Chiara Lab
SIENA. Il 17 marzo 2026, alle ore 17 nell’auditorium del Santa Chiara Lab (via Valdimontone, 1) a Siena, docenti, studentesse e studenti del National Conservatory “Edward Said” – Birzeit University sezioni di Gaza e Bethlehem e del Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena e dell’Università di Siena si incontrano in un concerto condiviso nel quadro della collaborazione Erasmus+ con le università palestinesi.
Il concerto, intitolato “Music for R/existence”, è aperto al pubblico e a ingresso libero. Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del professor Fabio Mugnaini, per l’Università di Siena, e di Carlomoreno Volpini e Marco Del Greco, rispettivamente direttore e vicedirettore del Conservatorio “Rinaldo Franci”.
“Music for R/existence” prevede interventi musicali da parte del National Conservatory “Edward Said” – Birzeit University, sia registrati da Gaza che in diretta dalla sede di Betlemme. Per il Conservatorio Franci suoneranno gli studenti: Leonardo Ricci, al violino, con Rebecca Ciogli, al violoncello; Silvia Corsi, al flauto, con Aurora Periccioli, alla chitarra; il Trio di flauti: Alice Famiani, Amani Serge Rossi, Andjela Vlaovic; il Quartetto di sassofoni: Emma Nucci, Wang Hanshuo, Matteo Chiello, Livia Sorbera; e il Duo di percussioni: Sofia Giannandrea, Duccio Niccolini
Da oltre dieci anni l’Università di Siena ha inserito nella propria rete di scambi internazionali le università palestinesi della Cisgiordania e della striscia di Gaza e il Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena ha presentato la propria candidatura nel quadro del programma Erasmus+, d’intesa con il National Conservatory of Music “Edward Said” della Birzeit University.
L’iniziativa intende riportare l’attenzione sul dramma tuttora in corso nella Striscia di Gaza, accentuato dal conflitto scatenatosi nella regione, e la scelta, condivisa dal comitato organizzatore, ha identificato come modo migliore il dialogo affidato al suono, alle musiche, alle voci, di chi chiede il silenzio delle armi affinché possa risuonare, colmando le distanze, il linguaggio universale e condiviso della musica, a dimostrare che a Gaza, a Bethlehem, in Cisgiordania, si resiste, per esistere, e per poter suonare un giorno in pace e in libertà.
Commenta il professor Fabio Mugnaini: “Contrapposta al fragore della guerra, la musica è il suono della pace: sulla base di questo principio, anche sotto le bombe, i musicisti di Gaza hanno continuato a formare i loro studenti e le loro studentesse e a condividere sui social le registrazioni dei loro incontri: documentavano una incontenibile voglia di vita, di libertà e di pace delle nuove generazioni che non avrebbe dovuto soccombere sotto la violenza disumana che si è scatenata su di loro.
Noi li abbiamo sentiti: le nostre studentesse e i nostri studenti li hanno ascoltati, le nostre Istituzioni hanno risposto offrendo un aiuto che si è concretizzato in accordi e rapporti di scambio accademico, accogliendo giovani, da parte dell’Università, affinché potessero proseguire qui i propri studi e mettendosi a disposizione perché le conoscenze e le esperienze didattiche potessero fluire in tutte le direzioni, anche quando le Università e i Conservatori sono ridotti in macerie”.
“Fare musica è un gesto di pace – afferma Marco Del Greco, vicedirettore del Conservatorio senese – La pratica musicale abitua all’ascolto, è un esercizio quotidiano che insegna ad ascoltare noi stessi e gli altri, al rispetto e alla collaborazione. Per poter suonare bene insieme non può esserci prevaricazione o violenza. Chi decide di dedicare la propria vita alla musica lo fa perché spinto da un’esigenza di comunicare con il prossimo ad un livello diverso, più profondo rispetto al linguaggio verbale. È proprio da questa visione che nasce l’idea di questo concerto”.




