Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Un futuro per il

Se il premio tornerà ad essere assegnato, si eviti di premiare i politici ed i potenti di turno

di Fausto Tanzarella

SIENA. Tra le molte cose delle quali Siena nel corso del 2013 ha avvertito la mancanza, non credo possa annoverarsi l’assegnazione del premio “Mangia” che, come noto, in questo anno non ha avuto luogo. Tale manifestazione, sorta nel 1952, la cui funzione sarebbe stata quella di onorare i cittadini che con la loro opera hanno accresciuto il prestigio della città, non è mai servita a stimolare né vivacizzare il panorama culturale della stessa, ma solo a permettere ad un certo notabilato locale di pavoneggiarsi in ossequiose cerimonie all’ombra del Palio; scambiarsi reciproche gratificazioni (spesso il premiante di oggi era il premiato di domani o viceversa); ingraziarsi i potenti di turno.

Certo, se scorriamo l’elenco delle persone che hanno ricevuto il premio (poche le donne, peraltro), troviamo alcuni nomi di alto livello e prestigio, che senza dubbio hanno meritato il riconoscimento e che di fatti ne hanno ottenuti altri di ben maggiore risonanza; o anche nomi di più modesta caratura per i quali tuttavia l’assegnazione del premio o della medaglia di civica riconoscenza va giudicata sacrosanta. Ma a farla da padrona è stata la “casta” locale: abbondano i politici, per esempio, e davvero imbarazzante è la frequente assegnazione del “Mangia”, a quei tempi d’oro, a presidenti e alti dirigenti del Monte dei Paschi, banca che era poi, direttamente o mediatamente, la finanziatrice del premio medesimo.

Sconcertanti sono a mio avviso anche le assenze. Non voglio fare nomi, per non far torto a qualcuno e anche per non dare stura a possibili polemiche, ma nell’albo d’oro del premio manca un buon drappello di senesi che hanno raggiunto risultati di eccellenza nel loro campo, soprattutto artistico o culturale. Dunque per essere insigniti non contavano tanto i meriti, quanto il far parte del “salotto buono” della città.

Non so quale sarà il futuro del “Mangia”: c’è chi spera in una sua rinascita. Qualora si procedesse in tale direzione, mi permetto di formulare una modesta proposta: se il premio deve rinascere che di vera rinascita si tratti. Il Comune assuma regole e orientamenti che in futuro evitino lo spettacolo avvilente di una ristretta casta provinciale assiduamente intenta a celebrare se stessa. Soprattutto si eviti di premiare i politici, i potenti: la nomenclatura faccia un bel passo indietro. Si valorizzino le forze naturali e genuine della società senese, i cittadini che nel lavoro, nel volontariato, nello sport, nell’impegno culturale o scientifico, magari senza mezzi o protezioni, hanno ben seminato nella nostra città o altrove; dando magari uno sguardo particolare ai giovani. Perché non è detto che per meritare la riconoscenza dei propri concittadini si debbano avere i capelli bianchi.

La Siena di oggi ha bisogno di liberarsi di tante malefiche scorie del passato; e questo vale per le grandi come per le piccole cose.


[banner_mobile]