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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Torna “TRADIRE – Le radici nella musica” con il ciclo intitolato “Non è la fine”

La decima edizione, dal 26 febbraio al 19 marzo, con quattro appuntamenti tutti i giovedì alle 21

SIENA. Giovedì 26 febbraio alle 21 nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini (via di Città 89, Siena) torna “TRADIRE – Le radici nella musica” con la decima edizione della rassegna che anche quest’anno affianca la programmazione invernale dell’Accademia Chigiana con un ciclo di quattro appuntamenti per ogni giovedì dal 26 febbraio al 19 marzo. Quattro conversazioni informali fra parole e musica, condotte come di consueto da Stefano Jacoviello, curatore dell’iniziativa, con musicisti che affrontano il tema della tradizione, dell’identità e della memoria nel loro percorso artistico. Il contenuto di ogni serata affronta il momento subito prima della fine: quella minacciata di una tradizione, dell’identità di una comunità, di una storia d’amore, di una festa. L’istante prima della fine non precede necessariamente il dramma, ma può essere un punto di ripartenza, di rinascita, il luogo dove riprendere le forze per continuare il cammino. “Non è la fine” è l’augurio che Tradire, arrivato al giro di boa della decima edizione, possa continuare o comunque riverberare i suoi effetti su una comunità di ascoltatori che si è formata intorno al palco del Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, intorno all’incontro con dei musicisti che parlano della loro musica e la suonano, con l’obiettivo di liberare l’ascolto da tutti i pregiudizi.

Il primo appuntamento di giovedì 19 febbraio, intitolato “Verso l’alba” vedrà su palco una componente di 14 musicisti della Banda “Santa Cecilia – città di Molfetta. La musica per banda gioca ancora un ruolo fondamentale nei riti della Settimana Santa che animano la spiritualità pugliese. Molfetta può vantare una tradizione importante che vive pienamente nelle pratiche musicali quotidiane di giovani che la considerano un patrimonio irrinunciabile. Le sonorità di quelle processioni sono orchestrate in uno stile tardo ottocentesco che mitiga le marce militari con la dolcezza delle arie di danza. Quelle composizioni, che spesso mescolano Giuseppe Verdi e Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini e Saverio Mercadante, hanno educato l’orecchio e l’ingegno di grandi artisti, da Pietro Mascagni a Nino Rota, da Domenico Modugno a Riccardo Muti. I maestri bandisti sanno tradurre nel loro idioma la musica sinfonica di Beethoven e di Ravel, le arie di Rossini e di Puccini, le sonate di Chopin. Ma anche le suggestioni della musica da film, a cui in altri tempi hanno già donato il suono.

Nata nell’aprile del 1996, l’Associazione Culturale Musicale “S. Cecilia – Città di Molfetta” porta nel nome i fondamenti della sua missione: rispettare, custodire, tramandare il sapere musicale e spirituale di una comunità che ritrova nei suoni della banda le radici della sua identità. I bambini scoprono il mondo della musica, la sua grammatica, la sua espressività, con lo strumento a fiato che viene loro affidato, costruendo un solido rapporto con le forme musicali che li accompagnerà lungo le stagioni della loro vita.

In Puglia le uscite delle bande scandiscono il calendario, segnano per la città il tempo della gioia e del dolore, raccolgono la gente ai lati delle strade o intorno alla cassa armonica nei giorni della festa, quando sui bordi della piazza si possono ascoltare ricordi fischiettati di arie d’opera accanto a racconti di gioventù narrati per le nuove generazioni, perché non sia la fine.

Cammineremo idealmente verso l’alba accanto ai bandisti, entrando in punta di piedi in un universo sonoro affascinante e coloratissimo, troppo spesso relegato alla banalità delle marcette da festa di paese, o a repertori senza memoria. Scopriremo come una tradizione si radica e si trasforma dal passato al presente, per essere sempre in linea con le sensibilità attuali. Capiremo come la musica può diventare una preziosa eredità condivisa. Dialogando con i musicisti molfettesi, ci renderemo conto con la massima semplicità di come gli ottoni, al di qua come al di là dell’Adriatico, sanno ancora raccontare vividamente la forza delle passioni, guidare le emozioni di una collettività, offrire un motivo per scambiarsi un sapere e un sentire, per regalare un colore ad attimi di vita.

Come sempre, a partire dalle 20:30 ogni appuntamento è preceduto dalla degustazione di un vino che in qualche modo condivide con le musiche suonate il terreno in cui affondare le radici.L’edizione 2026 inaugura la partnership prestigiosa con Banfi, che offrirà l’abbinamento di quattro diversi prodotti della sua azienda vitivinicola, fra Toscana e Piemonte, dal mare alle colline. In questo modo l’olfatto, il gusto, l’udito e la vista si intrecciano alla base di un progetto culturale che prende le forme di una esperienza sensoriale irripetibile, e assolutamente accessibile. L’importante è prenotare per tempo.

TRADIRE è un’iniziativa dell’Accademia Musicale Chigiana, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e l’Università per Stranieri di Siena.

Ascolto libero, ingresso gratuito. Prenotazione vivamente consigliata: biglietteria@chigiana.org, tel. 0577220922. Info: chigiana.org/tradire-2026/

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