Sulle tracce del Poverello d’Assisi nel senese
di Enzo Martinelli
SIENA. Luca Wadding (1588-1657), teologo e storico, fondatore del Collegio di San Isidoro a Roma destinato alla formazione del clero irlandese, nei suoi Annales Minorum ha scritto che “Seraphicus Pater venit Scytonium non longe a Clusio anno 1212” e diede vita al locale convento. Alla sua partenza lasciò in cura il luogo al fedele fratello Beato Egidio.
Cetona e Chiusi confinano con il territorio di Città della Pieve, perla urbana dell’Umbria dalla quale arrivava da Assisi il Poverello per predicare il Vangelo, fare proseliti in Toscana e per pregare alle pendici boscose del Monte Cetona.
L’anno della fondazione del convento è riportato all’ingresso del chiostro antistante la Chiesa e le altre strutture che oggi ospitano la sede centrale dell’istituzione “Mondo X” creata nel secolo scorso da Padre Eligio Gelmini per la cura e il recupero dei giovani tossico dipendenti. Il complesso accoglie anche un celebrato costoso ristorante ricavato nelle prigioni dei frati e 7 ricercate residenze d’epoca (senza TV).
Nel luglio dell’anno 2012 si sono solennemente celebrati gli 800 anni delle fondazione del Convento. Le feste giubilari furono presiedute dal Ministro Generale Fr. José Rodriguez Corballo, dal suo Definitorio generale e dai responsabili dell’Ordine dei Frati Minori di tutte le provincie italiane. In quella occasione la Comunità di Mondo X celebrò il 50° anniversario della sua fondazione e Padre Eligio il suo’81° compleanno.
La grande struttura conventuale (che nella chiesa conserva una Madonna del Soccorso di Sano di Pietro, una Madonna del cardellino di Girolamo di Benvenuto e affreschi di scuola senese del XIV secolo) ha subito nel corso dei tempi rifacimenti e modificazioni. Dopo la soppressione napoleonica, i francescani tornarono ad amministrare il convento e la parrocchia fino a quando arrivò Padre Eligio (con Gianni Rivera e Nereo Rocco). Il frate ha restaurato la chiesa e tutti i fabbricati facendone un fecondo luogo di accoglienza per i giovani, un gioiello di bellezza ambientale e un modello di risanamento edilizio. E’ ora impegnativo per i suoi successori custodire quel ricco patrimonio materiale e spirituale del quale la popolazione locale è giustamente fiera di esibire a quanti visitano il paese.
L’intero complesso è sovrastato da un pianoro chiamato “Il salto del diavolo”. La leggenda vuole che San Francesco, tentato dal diavolo e alzate le mani, abbia indotto il diavolo a camminare all’indietro fino al precipizio dove cadde. Quei luoghi, nel dopo guerra, erano sedi delle colonie estive e spazi annuali di divertimento di noi ragazzi. Oggi sono cornice ambientale di una prestigiosa Comunità che opera a onore e gloria del Santo di Assisi.




