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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Requiem popolare: prima nazionale per lo spettacolo di Chiantese

TORRITA DI SIENA. Un requiem per i partigiani, caduti durante la Resistenza, una partitura per voce, contrabbasso e danza che vuole essere una preghiera laica, un lamento e uno scongiuro assieme. E’ “Requiem popolare”, il nuovo spettacolo di Francesco Chiantese e del Teatro Urgente che sarà presentato in prima nazionale venerdì (24 aprile), alle ore 21.15, presso il Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, sabato (25 aprile), alle ore 21.15, presso la Pieve di Corsignano a Pienza e domenica 26 aprile, sempre alle ore 21.15, presso la chiesa di San Simeone a Castiglione d’Orcia.
Requiem popolare” è un progetto teatrale di Francesco Chiantese, con le musiche di Maurizio Costantini, le coreografie di Ilaria Fontana e la collaborazione dell’artista, Mauro Fastella. In scena un attore solo, un contrabbasso solo, una danzatrice sola, perché questo non è uno spettacolo ma un requiem. Si scrive un requiem quando muore qualcuno o qualcosa che ci è caro oppure per ricordare a chi ascolta che qualcosa sta morendo. Quello che ci vuole ricordare Francesco Chiantese è che oggi sta morendo quella che si può definire "partecipazione" e la vita sociale, la storia, sono vissuti, oramai, con distacco e indifferenza. “Requiem Popolare” è tale, non perché il suo linguaggio è comune e diretto, al contrario, Chiantese sceglie un linguaggio teatrale colto che ha a che fare con cose sacre, che media con esse per renderle intellegibili. E’ “popolare” perché rivolto a tutti, ma soprattutto a tutti coloro che abbiano la volontà di ascoltare.

Oggi è necessario – afferma Francesco Chiantese – riportare alla vista di tutti, quei brandelli di storia collettiva vissuti negli anni in cui "partecipazione" era la parola d'ordine. Un paio di anni fa, a Roma, in un piccolo ristorante ho incontrato e conversato con il partigiano, Arrigo Boldrini, detto “Bulow”. Intervenne lui, a dire il vero, sentendo me e una mia collega ragionare ad alta voce sulla necessità di una nuova resistenza e su quali fossero le armi da usare oggi. Arrigo ci raccontò della paura che avevano tutti i partigiani, di quante cose col senno di poi si potrebbero considerare sbagli e su come oggi si abbia troppa paura di mitizzare quegli anni. Cosa sbagliata, a suo dire, perché occorrono modelli positivi, come quello di quegli anni, da contrapporre ai modelli negativi. Dopo la breve chiacchierata – conclude Chiantese – ci soffermammo a immaginare cosa sarebbe accaduto il giorno della morte dell'ultimo partigiano, dell'ultimo testimone di quell’epoca e prendemmo due decisioni: entrare nell’Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia, n.r.d.) non appena ci fosse stato concesso e scrivere un requiem. Questo è il mio lavoro, un’azione sociale che voglio dedicare a tutti coloro che hanno vissuto la Resistenza e soprattutto ai due partigiani, Bulow e Tzigari – Giuseppe Levacovich, uno dei partigiani di etnia Rom che hanno lottato per la liberazione, nel loro caso però senza mai ottenerla realmente".

L’iniziativa è patrocinata dall’Anpi di Pienza, dall’Università degli studi di Siena, dalla Provincia di Siena e dai Comuni di Torrita di Siena, Castiglione d’Orcia e Pienza. L’ingresso è gratuito. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 339 6338565 oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica info@teatrourgente.it o requiem@teatrourgente.it .

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