Il ciclo di incontri promosso dalla pittrice chiusina ospiterà sabato 4 luglio, alle 18, Denata Ndreca, poetessa albanese fiorentina di adozione, con il suo ultimo libro "In quale lingua devo morire"
Atelier Betti CHIUSI. Pittura e poesia, pennellate intense di colore come graffi e parole scarne che si stagliano solitarie sulla pagina bianca evocando riflessioni memorie e pensieri: due delle forme d’arte più alte e simili per carica emotiva ed introspettiva si incontreranno e saranno le protagoniste sabato 4 luglio a Chiusi, alle ore 18, di un evento che si preannuncia molto intenso e coinvolgente.
L’incontro vedrà protagoniste l’arte di Roberta Betti, pittrice chiusina che ha fatto del linguaggio astratto la propria cifra espressiva, e quella di Denata Ndreca, poetessa giornalista pedagogista e traduttrice albanese, fiorentina di adozione, che nell’occasione presenterà il suo ultimo libro “In quale lingua devo morire” (Besa Muci 2025).
- Denata Ndreca
- Roberta Betti
Ndreca ha all’attivo diverse pubblicazioni ed è considerata una delle voci più intense del panorama italiano e non solo. Porta nei sui versi potenza e autenticità, rendendo la sua poesia un corpo che si muove nella ricerca della verità. Il titolo del lavoro che verrà presentato sabato prossimo a Chiusi, nell’atelier di via Porsenna, è già di per sé un interrogativo potente che costringe a introspezione e insieme una riflessione generale. La poetessa racconta un’esperienza umana autentica, in un dialogo profondo tra memoria identità lingua. “Il mito e l’orrore, la gioia e il dolore, ingegneri e operai, avvocati e mendicanti, emigranti, figli tolti e alberi morti, il diritto e l’ingiustizia. La ricerca di una nuova stazione, l’attesa di una nuova stagione”. E forse anche grazie alla sua storia personale la poetessa albanese-fiorentina è da sempre impegnata per i diritti umani e la sua poesia, tradotta in varie lingue, non è mai chiusa, ma sempre aperta e dimostra una grande attenzione verso l’altro.
L’appuntamento con Denata Ndreca, che dialogherà durante la presentazione con Paola Margheriti, docente e redattrice di Prima pagina periodico, è inserito nel programma “Incontri in Atelier”, un ciclo di eventi promosso da Roberta Betti, che, giunto alla seconda edizione, prevede l’apertura del suo spazio produttivo ed espositivo al pubblico ma soprattutto ad altre forme d’arte come la letteratura, il teatro, diversi tipi di voce e racconto, in una interpretazione viva ed aperta della produzione artistica che intrecciandosi con vari linguaggi, crea nuove e intense sinergie.
Roberta Betti nata a Chiusi dove tuttora vive, inizia a dedicarsi alla pittura negli anni ’90 ma è dal 2010 che abbraccia l’arte come impegno costante. E’ in questi anni che nascono opere introspettive, la sua anima si mette a nudo scegliendo il linguaggio astratto-informale di notevole impatto emotivo e abbandonando quello più tradizionale. Il colore e il tratto della pennellata sono gli strumenti che danno voce alla sua interiorità: introspezione, evoluzione, involuzione in un perenne fluire capace di suscitare anche nello spettatore intense emozioni e riflessioni. Con le sue opere ha partecipato a esposizioni collettive in tutta Italia ma anche all’estero, a Parigi, Bruxelles, San Pietroburgo, New York e Abu Dhabi. Ha realizzato anche diverse personali, tra cui l’ultima nel 2023 “Splendenti rivelazioni” a Deruta (Perugia) con oltre cinquanta opere.






