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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Parole in cammino: quale sarà la reginetta dopo “chill”?

Partita la seconda edizione della “parola giovanile dell’anno”

SIENA. Il 21 aprile dalle 17 alle 19 nella Sala delle Lupe del Palazzo Pubblico, nell’ambito di Parole in cammino, il Festival dell’Italiano e delle Lingue d’Italia  (21-24 aprile), saranno raccolte fra i presenti, le parole (e le espressioni) candidate al titolo di “parola giovanile” del 2026. Chi vorrà partecipare all’iniziativa potrà presentarsi nella Sala delle Lupe e registrare un breve video in cui dichiari la propria scelta con una breve motivazione. La proposta di candidatura a parola giovanile per l’anno in corso farà entrare di diritto il proponente nella giuria incaricata di votare, dopo il 30 novembre 2026, le dieci parole più gettonate fino a quel momento. Il video più bello fra tutti quelli realizzati, per qualità della scelta e della motivazione, si aggiudicherà nel 2027 il premio speciale “Visioni”.

Se il 2025 è stato l’anno di chill, il 2026 potrebbe essere quello di slayare, per dire di una cosa perfetta, realizzata a regola d’arte. È questa la parola candidata per il titolo dall’Accademia della Crusca, dal “Corriere della Sera” e da molti giovani.

Le scelte della storica istituzione fiorentina, oltreché su slayare, si sono appuntate quest’anno su flexare (‘sfoggiare’, ‘ostentare’), dall’inglese to flex (‘flettere’, ‘piegare’); prime, in espressioni come essere (o starenel prime (‘essere al top’, da intendersi in molti modi: ‘essere al meglio della condizione’, ‘essere all’apice della carriera’, ecc.); BAE, acronimo di Before Anyone Else (‘prima di chiunque altro’), per riferirsi al proprio partner, al proprio migliore amico o a una persona speciale; malessere (‘persona dannosa o possessiva, produttrice di relazioni o situazioni tossiche’).

L’iniziativa sulla “parola giovanile dell’anno”, sulla falsariga di quella del 2025, vedrà confrontarsi, fino al 30 novembre, le parole selezionate.

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