SIENA. Ha fatto tappa al Liceo classico e musicale Enea Silvio Piccolomini “Parole in cammino: il festival dell’italiano e delle lingue d’Italia”, portando al centro dell’attenzione il rapporto tra lingua e nuove generazioni. Un appuntamento che ha confermato l’impegno della rassegna nel raccontare un italiano vivo, in continua trasformazione.
In mattinata due interventi che hanno offerto prospettive diverse ma complementari. Pierangela Diadori dell’Università per Stranieri di Siena ha affrontato il tema del lessico giovanile nel contesto degli studenti stranieri con la relazione “Sermo iuvenilis in peregrinis auribus. Le parole italiane ‘giovani’ e gli studenti stranieri”. Al centro una semplice domanda: quali parole dei giovani italiani vengono comprese e utilizzate anche da chi studia l’italiano come lingua straniera? La studiosa ha presentato 35 espressioni raccolte tra circa cento studenti intervistati in Italia e all’estero, mettendo in luce una forte presenza di anglismi come “slayare”, “skippare”, “cringe” e “ghostare”, segno evidente dell’influenza globale sulle nuove forme linguistiche.
A seguire, Maria Silvia Rati dell’Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria ha proposto una riflessione dal titolo “L’italiano dei giovani, i giovani e l’italiano”. Il suo intervento ha preso le mosse da un obiettivo preciso: restituire agli studenti l’immagine che la linguistica contemporanea offre di loro, del loro modo di scrivere, parlare e muoversi tra italiano e dialetto. Attraverso il dialogo diretto, Rati ha cercato di capire quanto i ragazzi si riconoscano in questo ritratto tracciato dagli studi, stimolando una partecipazione attiva e consapevole.
Il momento più vivace è arrivato quando gli studenti, coordinati da Stefania Giosa, sono stati coinvolti in un confronto diretto. Tra entusiasmo e ironia, hanno condiviso parole ed espressioni del loro linguaggio quotidiano, spiegandone significato e motivazioni d’uso. Sono emersi termini come “aura”, “tuff”, “rimasto” e “chill”, a testimonianza di un lessico fluido e creativo.
Non sono mancate, però, voci fuori dal coro: alcuni studenti del Liceo classico hanno rivendicato la preferenza per parole di origine greca e latina, sottolineando il valore della tradizione linguistica.
L’incontro si è rivelato così non solo un’occasione di approfondimento, ma anche uno spazio di dialogo autentico tra generazioni e saperi diversi, capace di restituire tutta la vitalità dell’italiano contemporaneo.




