di Paola Dei
C’è qualcosa di inspiegabile, quasi di mistico, nel modo in cui gli Oasis riescono a fermare il tempo. Presentato in anteprima mondiale fuori concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – dove ha scatenato la liturgia del rock ‘n’ roll conquistando una standing ovation di ben otto minuti in Sala Grande – questo straordinario documentario-evento è arrivato nelle sale cinematografiche italiane il 10 settembre 2026, distribuito da Warner Bros.. Quando le note di Don’t Look Back in Anger risuonano nel buio del cinema, non si sta semplicemente assistendo a un film musicale: si viene letteralmente travolti da quell’incanto magnetico che solo i fratelli Gallagher sanno generare.
I registi Dylan Southern e Will Lovelace compiono un piccolo miracolo visivo e narrativo. Invece di limitarsi a una fredda cronaca, scelgono di scavare nel mito e nella genesi del trionfale tour mondiale Oasis Live ’25. Il film non fa sconti all’animo turbolento della band, ma ne glorifica la transizione da icone della working class a divinità del rock contemporaneo, arricchendo il racconto con oltre 1.800 ore di girato, riprese spettacolari in IMAX, materiale d’archivio inedito e le prime storiche interviste congiunte di Noel e Liam dopo oltre vent’anni di gelo. Il loro allontanamento è riavvicinamento raccontato con la forza delle note evidenzia l’immenso potere della musica capace di trovare in piccoli gesti l’invisibile forza dell’Universo e ricongiungere ciò che le parole avevano diviso.
Il vero fulcro dell’opera, però, resta la musica e la sua incredibile capacità di unire le generazioni. L’incanto degli Oasis risiede proprio in questo: la loro capacità di trasformare l’inno di una band in una preghiera collettiva, un coro universale che cancella ogni rabbia passata (“don’t look back in anger”, appunto) per lasciare spazio a una catarsi pura. Meraviglioso i momenti in cui persone di ogni parte del mondo sostengono di aver trovato un senso alla loro vita grazie a loro.
Il documentario cattura perfettamente l’elettricità che si respira nell’aria quando Liam e Noel condividono lo stesso spazio – visivo e sonoro. È un’esperienza cinematografica potente, che fa battere il cuore a tempo di rock e dimostra come, a distanza di anni, il potere magnetico dei Gallagher sia rimasto intatto, fiero e assolutamente incantevole. Fra i premi di Bulli ed Eroi ci sono anche loro, le loro note, i loro silenzi e quel patrimonio inestinguibile di sonorità diffuse nell’Universo.




