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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Nell’altomedioevo a Chiusi c’era una scuola di diritto

CHIUSI. Il famoso religioso e giurista Graziano non è spuntato dal nulla, ma da una grande scuola di diritto che dava alla Chiusi del XII secolo un prestigio oggi ingiustamente poco percepito: questa la scoperta annunciata nell’ambito della presentazione dello straordinario volume di ricerche su Graziano da Chiusi e la sua opera, curato da Francesco Reali per conto del centro studi chiusino “Magister Gratianus” con il patrocinio del Comune e della Banca Valdichiana. La novità si aggiunge a un fatto acclarato: Graziano è forse il giurista più famoso al mondo perché unì giuridicamente l’Europa con la sola forza della ragionevolezza. Il suo “Decretum” fu talmente geniale da essere applicato contemporaneamente in tutti i tribunali ecclesiastici del continente. Al di là del leggendario Porsenna e delle glorie etrusche questa città vanta un prestigio più recente, ingiustamente dimenticato: fu capitale di un Ducato longobardo e tentò di districarsi tra la morsa di Senesi, Perugini e Orvietani che sarà fatale, ma non prima di “coltivare” e ampliare una scuola episcopale di arti “liberali” e diritto che fu un riferimento per la cristianità.
Il “Decretum” (alla base del diritto moderno insieme al “Corpus Iuris Civilis” di Giustiniano), sembra realizzato per uso pratico e per l’insegnamento: lo ha fatto notare il professor Giovanni Minnucci dell’Università di Siena alla presentazione del libro. Di fronte, una platea inaspettata di chiusini e appassionati di storia del diritto, a dispetto dell’argomento da specialisti e della celebrazione di un personaggio poco noto alla massa. Evidentemente c’è una grande voglia di riscoprire le proprie radici, anche quelle più recenti, per valorizzare la Chiusi di oggi.
A questo punto, vista la contiguità con l’ateneo del capoluogo e i contatti con il mondo del diritto, il centro studi chiusino pensa alla pubblicazione di un nuovo volume di ricerche, ma soprattutto a rilanciare Chiusi come punto di riferimento giuridico-culturale, nel tentativo di ripercorrere i fasti del passato. Citato come figura notevole da Dante nel Canto X del Paradiso («Quell'altro fiammeggiare esce del riso di Grazïan, che l'uno e l'altro foro aiutò sì che piace in paradiso»), Graziano può contribuire a superare definitamente il declino a cui Chiusi sembrava condannata dopo il “doloso” impaludamento da parte degli orvietani della Val di Chiana, e la perdita del ruolo politico ed economico manifestatasi dal Trecento in poi. Un contesto che fece scrivere a Dante, sempre nel Paradiso (XVI Canto): «Se tu riguardi Luni e Orbisaglia come sono ite, e come se ne vanno di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia, udir come le schiatte si disfanno non ti parrà nova cosa né forte, poscia che le cittadi termine hanno». Finito l’impaludamento e risorto economicamente il fondovalle, Chiusi riscopre il suo passato per voltare pagina.

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