La serata conclusiva, il 28 agosto, vedrà in scena “ArDuo”, straordinario incontro tra lo stesso Cantini e il maestro Antonello Salis

MONTERIGGIONI. Giovedì 28 agosto il Complesso monumentale e museale di Abbadia Isola ospiterà l’ultimo appuntamento della seconda edizione di “Ritratti in Jazz”, la rassegna ideata e curata da Stefano “Cocco” Cantini, che ha saputo trasformare l’abbazia in un punto di riferimento per gli amanti del jazz e della grande musica: ormai “l’Abbazia del Jazz”.
La serata conclusiva vedrà in scena “ArDuo”, straordinario incontro tra lo stesso Cantini e il maestro Antonello Salis: un concerto in cui sax, pianoforte e fisarmonica, improvvisazione e lirismo, energia e delicatezza si fonderanno in un dialogo unico, specchio dell’essenza più autentica del jazz.
Per l’appuntamento di giovedì, come usuale, sarà disponibile un ricco buffet libero e un drink al costo di 15 euro. Per Info e prenotazioni Tel. 0577 304834; Email: info@monteriggioniturismo.it
Quella che sta per concludersi è stata un’edizione di altissimo livello, che ha confermato la crescita di “Ritratti in Jazz” sia sul piano artistico sia su quello della partecipazione. La rassegna ha presentato un cartellone di eccezionale qualità, dedicando ogni serata al repertorio e all’eredità musicale di grandi figure che hanno segnato la storia della musica mondiale: da Antônio Carlos Jobim a Ennio Morricone, da Joan Baez a Elvin Jones, da Bill Evans a Charlie Haden, fino a Sonny Rollins.
Un percorso che ha saputo unire generi, linguaggi e sensibilità diverse, interpretati da artisti di primo piano del panorama italiano e internazionale. Un vero e proprio viaggio che ha raccontato il jazz non come semplice intrattenimento, ma come esperienza collettiva di ascolto, partecipazione ed emozione.
Portare il jazz ad Abbadia Isola ha significato offrire al pubblico non solo concerti, ma momenti di incontro e di scoperta. È musica che nasce dal dialogo e che invita a un ascolto attivo, capace di coinvolgere generazioni diverse e sensibilità lontane.
Il jazz, per sua natura, è contaminazione e apertura: una musica che ha saputo attraversare confini geografici e culturali, fondendo tradizione e innovazione, radici popolari e sperimentazione contemporanea. In questo senso, “Ritratti in Jazz” interpreta perfettamente la vocazione di un territorio come quello senese, custode della storia ma al tempo stesso pronto a rinnovarsi e a proiettarsi verso nuove forme artistiche.
A rendere indimenticabile questa edizione sono stati interpreti di assoluto prestigio: Barbara Casini, voce limpida e raffinata, ambasciatrice in Italia della musica brasiliana e della poetica di Antônio Carlos Jobim; Gilda Buttá, pianista di straordinaria eleganza, da anni interprete prediletta delle partiture di Ennio Morricone; Jennifer Jackson e Ares Tavolazzi, che hanno reso omaggio a Joan Baez con intensità e sensibilità; Roberto Gatto, batterista tra i più celebrati al mondo, e lo stesso Cocco Cantini, che con Ares Tavolazzi hanno dato vita a un omaggio vibrante a Elvin Jones; Enrico Pieranunzi, il pianista italiano più apprezzato a livello internazionale, considerato erede spirituale di Bill Evans, capace di coniugare rigore e libertà creativa; Rita Marcotulli, artista di sensibilità unica, che ha reso omaggio al genio poetico di Charlie Haden; il quartetto di Cantini/Maccianti con Guerra ed Evangelista, che ha celebrato la forza innovativa di Sonny Rollins. E infine Antonello Salis, artista geniale e imprevedibile, che con il suo pianoforte e la sua fisarmonica incarna la libertà più autentica del jazz.
La chiusura del 28 agosto non rappresenta la fine, ma un passaggio verso nuove sfide. Stefano Cocco Cantini, l’assessore alla cultura Marco Valenti e il direttore artistico Matteo Marsan stanno già lavorando, per metà ottobre, a un’iniziativa speciale che ripercorrerà i momenti più significativi di questi due anni di rassegna e che porterà con sé nuovi ospiti e nuove sorprese… in attesa della rassegna del 2026.
“Ritratti in Jazz” si conferma dunque come una realtà viva, destinata a crescere e a consolidarsi, capace di fare di Monteriggioni un punto d’incontro privilegiato per chi ama il jazz, la grande musica e la cultura condivisa.