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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Monsieur Lazhar e l’elaborazione del lutto

In proiezione al cinema Sant'Agostino di Colle

COLLE VAL D’ELSA. Al cinema Sant’Agostino domani (7 novembre) alle ore 21,15 sarà proiettato il film “Monsieur Lazhar” di Philippe Falardeau con Mohamed Fellag, Sophie Nélisse, Danielle Proulx, Jules Philip, Émilien Néron, Brigitte Poupart, Francine Ruel, Louis Champagne Drammatico, Canada 2012, 94′ . La trama. In una scuola elementare di Montreal un’insegnante muore tragicamente. Avendo letto la notizia sul giornale, Bachir Lazhar, un immigrato algerino di 55 anni, si presenta nella scuola per offrirsi come supplente. Immediatamente assunto per sostituire la maestra scomparsa, si ritrova in una scuola in crisi mentre è costretto ad affrontare un dramma personale. Poco a poco Bachir impara a conoscere il suo gruppo di bambini scossi ma attenti. Mentre la classe inizia il processo di guarigione, nessuno nella scuola è a conoscenza del passato doloroso di Bachir; nessuno sospetta che è a rischio espulsione dal paese in qualsiasi momento…

“E’ una storia sulla complessa entità organica che è la scuola (…) mi interessava che l’elaborazione del lutto avvenisse in un contesto in cui ci fosse l’incontro tra un immigrato e noi (…) mi piace pensare che il film sia una risposta al diffondersi dei punti di vista su come integrare gli immigrati(…)”. Così il canadese Falardeau inquadra il proprio copione, ispirato ad un testo teatrale e riscritto nell’ottica di riproporre un cinema come mezzo “che rappresenta la realtà, a differenza della letteratura”. Il risultato è decisamente apprezzabile, perché la regia predilige una tonalità media, con un misurato intrecciarsi di sfumature leggere, serie, impegnative. Le difficoltà del protagonista, in fuga da un Paese islamico; il confronto con l’episodio del suicidio, che vuol dire mettere in campo delicate capacità psicologiche; la gestione dei rapporti insegnante/adolescenti, spesso a rischio di incomprensione: tanti forti snodi dialettici scorrono lungo una narrazione pacata e misurata, attenta più ad esplorare le sfumature degli affetti, che non a cavalcare la rabbia della denuncia alla Cantet.”

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